Io sono italiano e dunque, da italiano, tifo per Jannik Sinner e mi viene spontaneo farlo in questa continua e avvincente sfida tennistica contro Carlos Alcaraz. Però, se dovessero mettermi davanti a una loro partita senza che io sappia chi sono i due atleti, mi convincerei subito che il mio connazionale è Alcaraz e tiferei per lui. Perché Alcaraz ha tutte le caratteristiche tipiche di noi italiani: dall’aspetto all’animosità, dal fascino all’attaccamento alla famiglia e alla Madonna.
Quando i due si sfidano, Sinner sembra una macchina (proprio come lo ha recentemente definito Ivan Lendl) mentre Alcaraz, tra urla, gesti di rabbia ed esultanze, mi ricorda tanto il calore italico.
Poi c’è la religiosità: dovete sapere che non c’è partita in cui Carlos Alcaraz non porti nel suo borsone il santino della Vergine Maria. E prima della recente finale contro Sinner agli Us Open, Alcaraz si è fatto benedire da un prete. E ha vinto.
Però, tutto sommato, Sinner è la vera bandiera dell’Italia, un Paese che fa proprio delle differenze la sua forza, una nazione che va dagli altoatesini ai calabresi, dai valdostani ai siciliani, dai milanesi ai romani, dai veneti ai napoletani. E allora, viva Sinner! Però… anche quando vince quel simpatico di Alcaraz tutto sommato non mi dispiace.
Piero Uboldi


