La scorsa settimana organi di stampa statunitensi hanno diffuso una notizia che a molti di noi può sembrare da film di fantascienza: ignoti pirati informatici hanno preso il controllo di decine di aspirapolvere (di quelli che girano da soli per pulire casa) di fabbricazione cinese: i pirati hanno dapprima spiato nelle case, poi si sono divertiti a lanciare insulti utilizzando il microfono dell’apparecchio e in un caso l’aspirapolvere ha perfino inseguito il cane domestico.
Aspirapolvere robot in grado di spiare nelle nostre case?
Voi penserete che siamo alla follia, in verità la follia l’abbiamo già raggiunta da tempo. Dovete infatti sapere che questi pirati si stanno divertendo a trovare sempre più apparecchiature elettroniche connesse a Internet o anche semplicemente collegate con Bluetooth per “hackerarle” e spiarci, rubarci informazioni o semplicemente per divertirsi.
L’attacco agli aspirapolvere non è che l’ultimo di una lunga catena. Nel recente passato si sono registrati attacchi ai frigoriferi intelligenti (poiché spesso sono connessi a Internet), ai baby monitor e perfino alle bambole giocattolo intelligenti.
Il caso più grave è stato senz’altro l’hackeraggio dei baby monitor, telecamere con microfono create per controllare a distanza i propri figli: i pirati non solo hanno usato quelle telecamere per spiare in casa, ma in più casi si sono divertiti a spaventare i bambini con urla e insulti.
Insomma, ben venga la tecnologia, ma se sentite qualche voce strana arrivare dalla stanza accanto, non pensate ai fantasmi, pensate ai pirati.
Piero Uboldi
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