Il Governo australiano ha approvato settimana scorsa una legge che stabilisce il divieto di utilizzare i Social a tutti coloro che hanno meno di 16 anni.
Il premier (italo-australiano, di centrosinistra) Anthony Albanese, di padre pugliese, ha commentato che i ragazzini devono tornare a giocare a cricket e a rugby anziché passare le ore sui dispositivi elettronici.
In Australia divieto di utilizzo dei social network ai minori di 16 anni
E’ una follia? E’ una guerra persa contro il futuro?
Nelle pagine garbagnatesi del Notiziario di oggi pubblichiamo un’intervista al primario di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza degli ospedali di Garbagnate e Rho, Federico Ravaglione, il quale spiega: “I giovani faticano a tollerare le frustrazioni e sono vittime della cultura del “tutto e subito”, amplificata dai social media. La desertificazione educativo-affettiva causata dall’uso smodato della tecnologia ha contribuito alla creazione di ‘disabili emotivi’”. Sono parole pesanti.
Il professor Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta, in una recente audizione in Parlamento ha addirittura dichiarato che i Social andrebbero tolti a tutte le persone da zero a 80 anni, “perché bisogna smettere di togliere solo ai giovani e non a noi”.
Insomma, l’esempio dell’Australia progressista ora c’è, le chiare parole degli esperti pure. Anche i nostri ragazzi torneranno un giorno a giocare a pallone e pallavolo?
Piero Uboldi
Perché alcuni articoli non sono firmati?
Perché sono il risultato di un lavoro collettivo.
Dietro ogni notizia su queste pagine, ci sono giornalisti che da oltre 30 anni raccontano con passione la cronaca locale.
Quando un articolo non porta una firma, è perché è frutto del nostro impegno condiviso: un’informazione costruita insieme,
con la serietà che ci contraddistingue.
Edicola digitale | Canale Telegram




