Arese, Rsa: ritardi e riqualificazione energetica in alto mare.
I lavori per la riqualificazione energetica della Rsa Gallazzi Vismara dovevano essere realizzati entro il 19 luglio 2024, ma tuttora sono incompleti. Troppo per non spingere l’amministrazione comunale a intervenire per porre rimedio alla criticità.
Rsa Gallazzi di Arese, ritardi nei lavori
Dapprima, il 28 luglio scorso, ha notificato alla ditta la diffida, a cui è seguita il successivo 31 luglio un’ulteriore diffida senza ottenere alcun riscontro. Il successivo contraddittorio non è valso a spingere l’impresa a riprendere e regolarizzare le lavorazioni. In municipio, prendendo atto dell’inadempienza che ha recato danno e interferenze agli utenti fragile della Rsa, oltre al rischio di perdere il finanziamento regionale ottenuto (691.628,40 euro), nonché degli sforzi vanificati dall’impresa non continuando l’intervento, hanno risolto il contratto.
Da qui il mandato al responsabile unico del progetto e al direttore dei lavori di avviare tutte le iniziative necessarie e previste dalla vigente normativa per liberare l’area di cantiere e recuperare dalla ditta appaltatrice i danni subiti con l’incameramento delle polizze fideiussorie. L’atto consente all’amministrazione comunale di individuare una nuova impresa per riparare i difetti di costruzione riscontrati e terminare i lavori, nonché di quantificare gli ulteriori danni conseguenti e riconnessi alle inadempienze della ditta appaltatrice.
Le inottemperanze contestate all’impresa sono parecchie. Quali? Anzitutto il notevole ritardo sul ruolino di marcia tanto che solo il 40% dell’importo complessivo dei lavori è stato realizzato. Poi irregolarità esecutive, che hanno richiesto l’emissione di ordini di servizio da parte del direttore dei lavori per imporre misure correttive; inosservanze concernenti la gestione dell’impianto anti-legionella, che costituisce un presidio fondamentale per la sicurezza degli ospiti della RSA; mancata sottoscrizione della variante relativa alle modalità di installazione di quota parte dell’impianto fotovoltaico, peraltro derivante da una espressa segnalazione formulata dall’impresa. E come se non bastasse ulteriori inadempienze e irregolarità esecutive.
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