Arese, telecamere nei parchi cittadini più a rischio.
La sorveglianza dei parchi pubblici non è stata sinora sviluppata per la mancanza di una infrastruttura in grado di collegare i vari punti dislocati all’interno delle varie aree verdi con la sede della polizia locale. Ma, adesso, si sono create le condizioni per superare l’handicap.
Infatti il Comune con l’aggiudicazione nel tempo di fondi statali ha realizzato un sistema di connettività, che, dispiegandosi nelle vicinanze dei parchi, consente oggi di realizzare un progetto ad hoc per il controllo dei parchi pubblici con un impegno economico più contenuto. Da qui il proposito di aderire al bando regionale che rilascia contributi agli enti per rinnovare e/o adeguare le dotazioni tecnico-strumentali con un co-finanziamento per un importo massimo di 20.000 euro.
Intanto l’amministrazione comunale ha approvato il progetto “Osserviamo i parchi 2025-2026” per uno costo di 75.000 euro. L’obiettivo è dotare di telecamere quei parchi, che in passato hanno suscitato allarme sociale per episodi di disturbo, danneggiamento di strutture e giochi, insudiciamento e uso di sostanze alcoliche e sostanze stupefacenti.
Telecamere nei parchi, ecco quali
In primis il parco Papa Giovanni Paolo II di viale Einaudi, che, insistendo qui un piccolo sistema di videosorveglianza risalente al 2008, consente di ammodernarlo con tecnologia più performante e con implementazione di nuovi punti di sorveglianza in modo da coprire l’intera area verde e gli accessi su viale Einaudi e su via Campo Gallo. Poi il parco Blu di viale Sempione e via cascina San Pietro con 7 nuovi punti di controllo e telecamere nei punti d’accesso su viale Sempione e su via Manzoni.
Infine il parco La Roggia di viale dei Platani e via Ferrari con 11 punti di controllo e la sorveglianza degli ingressi su viale dei Platani e su via Ferrari. I punti d’accesso dei tre parchi vengono dotati di telecamere ben visibili per dissuadere i malintenzionati a introdursi all’interno.
Domenico Vadalà
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