Due cittadini italiani di 36 e 38 anni sono stati arrestati questa mattina dalla Polizia di Stato e dall’Arma dei Carabinieri nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Monza. I due sono gravemente indiziati, a vario titolo, di tentato omicidio, rapina pluriaggravata, ricettazione e porto illegale di armi da fuoco.
L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata eseguita dagli investigatori della Squadra Mobile di Milano, del Commissariato di Cinisello Balsamo e della Compagnia Carabinieri di Sesto San Giovanni. Contestualmente sono state effettuate diverse perquisizioni nel quartiere Sant’Eusebio di Cinisello Balsamo, ritenuto uno dei principali scenari delle vicende oggetto dell’inchiesta.
Il tentato omicidio nel quartiere Sant’Eusebio
L’indagine prende avvio dal grave episodio avvenuto nel pomeriggio del 15 maggio 2026 all’interno di un’abitazione di Sant’Eusebio. Un uomo di 50 anni è stato raggiunto alla gamba da un colpo d’arma da fuoco mentre si trovava nella propria camera da letto. Soccorso dai sanitari, è stato trasportato in ospedale e sottoposto a un intervento chirurgico.
Le indagini, sviluppate attraverso attività investigative tradizionali e approfondimenti tecnici, avrebbero consentito di ricostruire la dinamica dell’agguato e di individuare il presunto autore del ferimento. Secondo gli inquirenti, l’arma utilizzata sarebbe stata un fucile a canne mozze di produzione artigianale.
La rapina al Gigante di Paderno Dugnano
Nel corso delle indagini sono emersi anche gravi elementi indiziari su una serie di rapine a mano armata commesse tra la fine di maggio e l’inizio di giugno 2026 tra le province di Milano e Monza e Brianza.
Tra queste figura anche la rapina avvenuta il 3 giugno 2026 in un supermercato di Paderno Dugnano, dove i due arrestati sono ritenuti coinvolti in concorso. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i malviventi avrebbero fatto irruzione con il volto coperto e armati di un fucile a canne mozze, minacciando dipendenti e addetti alla vigilanza per impossessarsi del denaro contenuto nelle casse.
Nella stessa giornata sarebbe stato messo a segno un secondo colpo con modalità analoghe in un supermercato di Muggiò. Per raggiungere i due obiettivi e garantirsi la fuga, i rapinatori avrebbero utilizzato un’auto rubata, poi abbandonata nel territorio di Cinisello Balsamo.
Le rapine agli uffici postali
Il 36enne è inoltre gravemente indiziato per due rapine consumate nella mattinata del 29 maggio 2026 negli uffici postali di Cusano Milanino e Cinisello Balsamo. Anche in questi casi avrebbe agito con il volto coperto e armato di un fucile a canne mozze, minacciando il personale prima di impossessarsi del denaro custodito nelle casse e allontanarsi in motocicletta.
Le indagini
Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dalla legge, le responsabilità degli indagati dovranno essere definitivamente accertate nel corso dell’eventuale processo.




