La Corte d’Appello di Milano ha assolto un ex professore di Lissone accusato di atti sessuali con una sua studentessa minorenne. I giudici hanno ribaltato la sentenza di primo grado con la formula “il fatto non costituisce reato”. Restano invece confermati dieci mesi di condanna, con pena sospesa, per la falsificazione del registro elettronico.
I fatti risalgono al 2019, quando la ragazza, allora sedicenne, era stata sorpresa insieme col docente all’interno dell’istituto scolastico. Un altro studente aveva scattato una fotografia, poi finita all’attenzione della dirigenza scolastica e della magistratura.
I giudici: “Non c’è stato abuso”
In primo grado il Tribunale di Monza aveva condannato l’uomo a tre anni e nove mesi per atti sessuali con minore, aggravati dall’abuso di autorità. Dopo quattro ore di camera di consiglio, la Corte d’Appello ha escluso la sussistenza del reato più grave, ritenendo che non vi sia stato abuso.
Disposta anche la restituzione dei 10mila euro versati come provvisionale alla parte civile. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni. La difesa parla di “giustizia ristabilita”, mentre la parte civile valuta l’eventuale ricorso in Cassazione.
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