Cesate, i “ranger dei cestini”: scatta la caccia ai rifiuti abbandonati.
C’è chi li fotografa, chi li segnala sui social, chi li indica come prova che “era inevitabile” e chi invece ribatte che i cestini pieni, in paese, ci sono sempre stati.
Da quando il 9 aprile è entrata in vigore la tariffa puntuale, a Cesate è partita una sorta di caccia ai cestini pubblici traboccanti di sacchetti domestici. Tanto che c’è già chi ironizza parlando dei “ranger dei cestini”. Il timore che con le nuove regole aumentassero gli abbandoni pubblici era emerso fin dall’inizio, tra assemblee, discussioni e proteste. Tanto che già nei primi giorni del mese la polizia locale era intervenuta con controlli mirati, multando chi veniva sorpreso a infilare nei cestini stradali la propria immondizia di casa.
Caccia ai rifiuti abbandonati: è colpa della tariffa puntuale?
Ora però il fenomeno è diventato anche terreno di scontro tra letture opposte. Da una parte c’è chi accusa apertamente la tariffa puntuale, sostenendo che con un numero limitato di conferimenti fosse scontato vedere i cestini riempirsi di immondizia. Dall’altra c’è chi invita a non scaricare tutto sul nuovo sistema e parla piuttosto di un’inciviltà che a Cesate esiste da anni.
Forse, più che una sola verità, il paese oggi mostra situazioni diverse. In alcune zone, come l’area della stazione, il degrado e l’uso improprio dei cestini vengono segnalati da tempo. In altre, invece, i residenti raccontano di un peggioramento più recente.
È il caso della zona delle poste, dove una cittadina riferisce di aver notato nell’ultima settimana cestini “pieni pieni” ma proprio con i sacchetti della spazzatura, non con l’immondizia di chi passa”. Il punto è proprio questo: non il rifiuto occasionale buttato per strada, ma il sacchetto domestico infilato nel cestino pubblico per evitare di esporlo con il nuovo sistema di raccolta. Ed è su questo che si concentra oggi la polemica. C’è chi parla di conseguenza prevedibile e chi invece ribatte che il problema non sono le regole, ma chi decide di aggirarle. Intanto Cesate osserva, fotografa e discute.
E mentre i “ranger dei cestini” continuano a documentare ogni bidoncino pieno, la questione rifiuti resta tutt’altro che chiusa.
Francesca del Negro




