Cusano, Lorenzo D’Errico condannato a 24 anni per l’omicidio del padre.
Le attenuanti generiche salvano da una pena più grave, forse dall’ergastolo, il parricida Lorenzo D’Errico. La Corte d’Assise di Monza, accordandogliele, l’ha condannato a 24 anni di carcere.
Cusano: a D’Errico 24 anni per l’omicidio del padre Carmine
Il Pm Franca Macchia nella sua requisitoria ha evidenziato che D’Errico, 37 anni – difeso dagli avvocati Luigi Chirieleison e Romana Perin di Varese – dietro l’apparente aggressività celava una tremenda fragilità e per questo ha chiesto di riconoscergli le attenuanti.
Il patricida nel corso delle indagini ha dichiarato che era stato vittima di abusi, anche sessuali, a opera dei genitori e ha consegnato un video di famiglia. Il Pm, pur evidenziando che il giovane aveva compiuto un delitto orribile e capace di intendere e volere, ha sottolineato che ha vissuto in un ambiente familiare senza slanci affettivi e comunicativi tanto da maturare un forte risentimento verso i genitori da esplodere quella notte del 30 dicembre 2021 in un impeto criminoso”.
D’Errico, le motivazioni della sentenza di condanna dopo l’omicidio del padre
Il delitto è scaturito da una discussione partita dall’odore del tabacco del padre sino a culminare nei presunti abusi infantili. L’uomo a questo punto ha perso la ragione e ha colpito la testa del padre Carmine, 65 anni, malato di cancro, con una picozza da modellismo per ben 40 volte.
Dopodiché ha trasportato il cadavere, avvolto nel cellophane e chiuso nel bagagliaio di una Ford Fiesta, in un capannone di Cerro Maggiore dandogli fuoco. E addirittura dalle telecamere di “Chi l’ha visto?” ha lanciato un appello per ritrovarlo al fine di depistare gli inquirenti. Intanto D’Errico è stato ammesso, dal novembre scorso, al programma di giustizia riparativa per riscattarsi dall’inferno in cui è precipitato attraverso il confronto con le vittime del reato. Ma i tre zii, fratelli di Carmine, a eccezione di uno che non ha chiuso alla possibilità, hanno declinato l’invito.


