Clima teso per il futuro dello stabilimento Electrolux di Solaro. Nel corso dell’incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la multinazionale svedese ha svelato i dettagli di un pesante piano di ristrutturazione nazionale che prevede 1.719 esuberi su 4.500 lavoratori totali in Italia. Per la fabbrica di lavastoviglie solarese la richiesta dell’azienda è di 217 tagli: il mancato rinnovo di 111 contratti a termine e il licenziamento di 106 dipendenti, a cui si aggiunge l’incognita sulla quota parte dei 715 tagli previsti nei settori logistica, ricerca e funzioni di supporto.
Electrolux, incontro a Roma, i numeri di Solaro
I vertici di Electrolux Italia motivano il piano con i costi insostenibili di energia, materie prime e lavoro, che penalizzano l’Europa rispetto all’Asia. Il progetto per Solaro prevede il passaggio al lavoro a giornata (senza turni), lo smantellamento dei reparti “porte” e “vasche” e lo stop alla produzione per il mercato nordamericano, gravato dai dazi di Trump.
Regione Lombardia e sindacati contestano duramente la manovra. Carlo Bianchessi (Regione) ha denunciato l’incongruenza di un drastico taglio di personale a fronte del mantenimento dei volumi produttivi (690mila pezzi l’anno), che comporterà un gravoso aumento dei ritmi lavorativi. Andrea Torti (Fiom Milano) parla apertamente di un «piano di smantellamento» e ne chiede il ritiro.
Al tavolo di Roma era presente anche una delegazione di operai partita nella notte da Solaro, accompagnata dalla sindaca Nilde Moretti. La prima cittadina ha espresso profonda preoccupazione per uno «scenario drammatico» e per la rigidità dei vertici aziendali, elogiando tuttavia la compattezza istituzionale e sindacale a difesa del sito.
Il braccio di ferro è solo all’inizio. In vista del prossimo tavolo ministeriale del 15 giugno, l’Amministrazione comunale ha già indetto un’assemblea pubblica per giovedì 4 giugno alle 20.45 nella sala polifunzionale di via San Francesco.
Redazione Online




