Un’altra giornata di tensione ieri alla Electrolux di Solaro, con lo sciopero indetto dai lavoratori e la reazione dell’azienda che ha sospeso l’attività e mandato tutti a casa. Un pacchetto di sciopero di mezz’ora, indetto dalla Rsu Fim-Fiom-Uilm nei reparti Magazzino, Montaggio e Tecnologico per protestare contro le attuali condizioni dello stabilimento, si è rapidamente trasformato in un muro contro muro che rischia di compromettere definitivamente le relazioni industriali nel sito produttivo.
Electrolux Solaro, tensione crescente in azienda, sciopero lampo e chiusura della fabbrica
La scintilla è scoppiata durante la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori del reparto Montaggio. Secondo quanto denunciato in una nota unitaria dai rappresentanti sindacali, la direzione aziendale si sarebbe presentata davanti ai lavoratori in sciopero intimando lo sgombero immediato dei locali, adducendo non meglio precisati motivi di sicurezza aziendale. Un intervento che i sindacati hanno bollato senza mezzi termini come un atto di ostruzionismo e un chiaro tentativo di limitare l’esercizio del diritto di sciopero e la libertà di assemblea all’interno della fabbrica.
Di fronte a quello che le sigle sindacali hanno definito come un’«inaccettabile arroganza padronale», la protesta operaia si è immediatamente inasprita sul posto, con il raddoppio immediato dell’astensione dal lavoro, prolungata di un’ulteriore mezz’ora per un totale di un’ora complessiva. La replica del management di Electrolux non si è fatta attendere: la Direzione del Personale ha infatti comunicato via badge e tramite l’applicazione interna “AWMS” (oltre che con affissioni agli albi) l’interruzione immediata dell’attività lavorativa a partire dalle ore 11:00, disponendo la messa in libertà unilaterale di tutto il personale del turno.
I rappresentanti di Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil hanno subito chiarito la propria posizione di assoluta fermezza sul piano economico e legale:«La decisione aziendale di rimandare a casa i lavoratori è una scelta unilaterale che respingiamo con forza. I lavoratori e le lavoratrici, dalle ore 11:00, sono rimasti a completa disposizione per svolgere la propria attività». Per i sindacati, dunque, non ci sono margini di trattativa sulla giornata di ieri: «Il blocco dell’attività è imputabile esclusivamente a una scelta della Direzione Aziendale. Di conseguenza, le ore di sospensione rimangono a carico di Electrolux e le retribuzioni devono essere regolarmente corrisposte per l’intero turno di lavoro».
Da lunedì 5 giorni di chiusura alla Electrolux di Solaro
L’inedito livello di scontro di ieri si inserisce in un contesto di profonda e strisciante preoccupazione che da settimane stringe la fabbrica di Solaro. Il clima all’interno dei reparti è pesantemente compromesso dalle persistenti incertezze sul fronte del mercato degli elettrodomestici. Proprio a partire da lunedì prossimo, infatti, i cancelli dello stabilimento rimarranno sbarrati per l’intera settimana a causa di un fermo produttivo totale, programmato dai vertici societari per fare fronte al pesante calo di richieste e ordinini sul mercato europeo.La combinazione tra lo scarico produttivo imminente e la rigidità mostrata ieri dalla direzione ha surriscaldato gli animi.
I sindacati hanno concluso il comunicato formulando un auspicio che suona come l’ultimo avviso prima delle vie legali: «Auspichiamo che l’azienda torni immediatamente sui suoi passi, operi nel rispetto dei contratti e delle leggi vigenti ripristinando relazioni sindacali accettabili». In caso contrario, le sigle promettono nuove e più dure iniziative a tutela dei salari e dei diritti occupazionali.




