Il Giro d’Italia 2025 ignora Milano e la provincia
Il Giro d’Italia di ciclismo edizione 2025 è stato presentato lunedì: si tratta della 108° edizione, partirà venerdì 9 maggio da Durazzo in Albania (è la quindicesima volta che il Giro prende il via dall’estero) e si concluderà a Roma sui Fori Imperiali domenica 1° giugno.
Il Giro 2025 prevede 21 tappe, 3413 chilometri totali tre giorni di riposo, 52.500 metri di dislivello, lunghezza media di 162,5 km per tappa. Il percorso toccherà 15 regioni su 20, oltre ad attraversare Albania, Slovenia e Città del Vaticano.
Il Giro d’Italia 2025 ignora Milano e la provincia
Ma questa edizione del Giro avrà anche una caratteristica che purtroppo si ripete dal 2022 e che avrebbe fatto rabbrividire il grande Vincenzo Torriani, di Novate Milanese, che del Giro è stato per una vita il “patron”: il Giro d’Italia 2025 non solo non arriverà a Milano, non solo non vedrà nessuna tappa concludersi a Milano, ma addirittura non percorrerà neppure per un metro le strade della provincia di Milano. Sì, Milano, che è la città del Giro, è stata esclusa completamente da questa edizione e con essa anche i comuni della sua provincia, inclusi i nostri. Non è la prima volta che accade, succede dal 2022.
Giro d’Italia 2025, le tappe più vicine
L’ultima volta che il Giro ha percorso le strade del Milanese è stato nel 2021 quando addirittura fu organizzata la famosa cronometro Senago – Milano, e fu uno spettacolo per tutta la zona. Adesso basta, come se Milano che è stata la culla del Giro debba essere punita. La tappa che più si avvicinerà alla provincia di Milano sarà la diciottesima, ossia la Morbegno – Cesano Maderno, ma dall’altimetria fornita dall’organizzazione si può notare come quella tappa correrà lungo le strade delle province di Sondrio, Lecco e Monza-Brianza.
Poi, dopo la tappa con arrivo a Cesano Maderno, la carovana si trasferirà in auto a Biella da dove partirà la 19a tappa, quasi a voler evitare apposta di passare dalla nostra zona.
Perchè? Forse perché Milano non ha voluto finanziare l’arrivo di una tappa mentre Roma si è offerta di finanziare la parata finale ai Fori Imperiali? La sensazione è che ormai conti più il portafogli che il cuore, ma certo se il grande Torriani fosse ancora vivo ci piacerebbe conoscere il suo parere.
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