Lara Comi è stata assolta dall’accusa di corruzione nel processo d’Appello sul caso “Mensa dei Poveri”. La Corte d’Appello di Milano ha ridotto la condanna inflitta in primo grado all’ex europarlamentare di Forza Italia da quattro anni e due mesi a un anno, con pena sospesa, per un residuo episodio di truffa ai danni del bilancio dell’Unione europea.
L’inchiesta, avviata nel 2019, aveva ipotizzato un sistema di presunte tangenti, incarichi e finanziamenti illeciti tra le province di Milano, Varese e Novara, coinvolgendo anche il territorio di Saronno, in particolare per i rapporti con enti e realtà locali legate al mondo dei servizi e del lavoro. Al centro dell’indagine il ruolo dell’allora coordinatore provinciale di Forza Italia a Varese, Nino Caianiello, che aveva patteggiato la pena.
L’assoluzione di Lara Comi, nell’inchiesta che toccò anche Saronno
I giudici della seconda sezione penale hanno dichiarato inutilizzabili alcune chat WhatsApp che nel primo grado avevano contribuito alla condanna per corruzione. Secondo il collegio, i messaggi rientrano nella categoria della corrispondenza e, in assenza dell’autorizzazione dell’Europarlamento, non potevano essere utilizzati nei confronti di Comi.
L’ex eurodeputata è stata riconosciuta colpevole solo per uno dei capi di imputazione relativi alla gestione dei contratti di collaboratori parlamentari locali, con il riconoscimento delle attenuanti legate al risarcimento di circa 500 mila euro già versato al Parlamento europeo. Per un altro episodio di truffa è stata invece assolta. Subito dopo la lettura del dispositivo, Lara Comi è scoppiata in lacrime. “Dopo sette anni sono lacrime di gioia – ha dichiarato – perché è stato stabilito che il fatto non sussiste”. La Corte ha inoltre assolto completamente l’ex deputato Diego Sozzani, cancellando la condanna di primo grado. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni.




