Marche da bollo “fantasma” a Como, denunciato un funzionario del Comune
Riciclate due o tre volte su pratiche diverse, modificate a penna o fatte sparire direttamente per essere intascate. C’era un vero e proprio sistema delle “marche da bollo fantasma” dietro i faldoni dell’Ufficio Morti dello Stato Civile di Como. Un meccanismo illegale ideato da un funzionario comunale infedele che, approfittando del dolore e delle incombenze burocratiche legate alla scomparsa dei cittadini, è riuscito a far sparire oltre 1.700 valori bollati da 16 euro l’uno, per un danno complessivo stimato in circa 28mila euro.
Marche da bollo intascate direttamente dal funzionario del Comune di Como, denunciato dalla Guardia di Finanza
L’indagine, condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Como sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica, ha fatto luce su un giro di falsi e raggiri durato anni. Nei confronti del dipendente pubblico è già scattata la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, insieme a un decreto di sequestro preventivo di 27.904 euro, equivalente al profitto del reato.
Le indagini, partite nell’estate del 2025 anche grazie alla collaborazione del Comune di Como, si sono concentrate sulle irregolarità emerse nelle procedure dell’Ufficio Morti e dell’Ufficio Decessi dell’Ospedale “Sant’Anna” di San Fermo della Battaglia.
Truffa delle marche da bollo su pratiche per cremazione e dispersione delle ceneri
Nel mirino delle Fiamme Gialle sono finite in particolare le pratiche necessarie per autorizzare la cremazione e la dispersione delle ceneri dei defunti.
Le modalità con cui il funzionario intascava i soldi e ingannava i controlli – ricostruite incrociando i dati e ascoltando i titolari delle agenzie di pompe funebri – erano sistematiche e ingegnose
Il dipendente si faceva consegnare dalle imprese di onoranze funebri le marche da bollo da 16 euro necessarie per i documenti (talvolta richiedendone persino in numero superiore rispetto a quelle previste dalla legge). Invece di applicarle sui moduli ufficiali di cremazione, però, se ne appropriava indebitamente.
Per fare in modo che le pratiche d’ufficio sembrassero in regola a un primo sguardo, il funzionario staccava i valori bollati da vecchi documenti già archiviati e li riutilizzava. I finanzieri hanno accertato casi macroscopici in cui la medesima marca da bollo è stata usata due o persino tre volte su documenti intestati a defunti diversi.
Nei casi in cui il riciclo rischiava di saltare all’occhio per via delle date o dei codici univoci, l’uomo non esitava a modificare a penna il numero seriale e la data stampati sulla marca da bollo. Per coprire ulteriormente il trucco, lasciava nel fascicolo ufficiale del defunto la fotocopia del documento alterato e non l’originale.
I numeri dell’indagine sul funzionario infedele del Comune di Como
Per incastrare il dipendente infedele, i militari della Guardia di Finanza hanno dovuto effettuare un lavoro titanico di analisi documentale. A seguito di perquisizioni, sono stati infatti sequestrati oltre 4.900 fascicoli mortuari relativi a decessi avvenuti tra il 2022 e il 2025, per un totale complessivo di circa 15.000 documenti passati al setaccio uno per uno.
Il funzionario comunale è stato denunciato a piede libero e dovrà rispondere di accuse pesantissime davanti alla Procura della Repubblica di Como: peculato, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, soppressione e distruzione di atti veri, oltre alla falsificazione di valori di bollo.




