Si sono celebrati nel pomeriggio di oggi ad Arese i funerali di Marco Magagna, 38 anni, ucciso a Bovisio Masciago dalla compagna Stella Boggio, 34 anni. La parrocchia di Maria Aiuto dei Cristiani, in via Matteotti ha accolto i genitori, il fratello e i tantissimi amici che lo hanno conosciuto.
I funerali di Marco Magagna ad Arese
“Il tuo sorriso sarà sempre con noi”. Questo messaggio accompagnato dalla foto di Marco Magagna ha accolto sull’ingresso della chiesa i tanti che hanno partecipato ai funerali ad Arese.
“Abbiamo tante domande nel nostro cuore che solo il tempo ci darà risposta”, ha detto
don Davide Perego durante l’omelia. Ho in mente la scena di Marco che arriva in Paradiso e il buon Dio gli chiede che cosa ci fai qui? Lui aveva studiato da don Bosco e i tre elementi più cari sono pane, amore, paradiso. Una persona solare, buono. La sua è stata una vita spesa per gli altri e per il bene di tante persone. Nonostante non sia più qui con noi, il bene di Marco continua ed è la risposta al male”. Oltre 600 persone si sono stretti attorno alla sua famiglia: a mamma Maria Giovanna, a papà Carlo e al fratello Matteo. “L’impegno che ci prendiamo tutti è di continuare a sorridere con lui come Marco ci ha trasmesso”. Una conoscente di famiglia ha letto un pensiero di ricordo: “Marco sei stato ucciso da una mano crudele e ingiusta”. Un lungo applauso ha accompagnato l’uscita del feretro dalla chiesa.
Com’è morto Marco Magagna? I dubbi sull’omicidio di Bovisio
Com’è morto Marco Magagna nella casa di Stella Boggio? A 10 giorni dall’omicidio di Bovisio Masciago rimangono in sospeso tanti dubbi. Alimentati anche da chi conosceva Marco, responsabile in un’azienda di Arese. Non credono alla versione della compagna, conosciuta 5 mesi prima. La donna, mamma di un bambino di 8 anni, ha raccontato di essersi difesa perché Magagna la stava malmenando. Per questo, le sono stati concessi gli arresti domiciliari che sta scontando nella casa dei genitori a Limbiate. Pochi giorni fa, colleghi e amici di Marco sono stati sentiti dai carabinieri. Tra le domande a cui hanno risposto ce n’è una che torna spesso: lui era una persona violenta? Chi lo conosceva non ha dubbi: non era violento. E allora, che cos’è successo realmente nella casa di via Tonale?
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