Novate, a Casa Arché uno spazio per mamme e bimbi dedicato a Sofia.
Sono arrivate le prime famiglie nella struttura novatese di Casa Arché nello spazio dedicato a Sofia Prosperi, scomparsa a 15 anni nella tragedia di Crans-Montana. A “Casa Sofia” mamme e bambini potranno usufruire di uno spazio dove trovare serenità, sicurezza e accoglienza, insieme alle attività educative e sociali. È un luogo per ripartire da vissuti di violenza, dolore e privazione, offrendo un percorso con al centro la dignità della donna e la relazione genitoriale.
Novate, spazio per mamme e bimbi a casa Archè nel nome di Sofia
La struttura può ospitare in condivisione fino a tre nuclei composti da mamme e bambini, accompagnandoli in una fase di semiautonomia abitativa della durata di circa 24 mesi con l’obiettivo di una piena indipendenza personale e lavorativa. L’idea di creare questo spazio è arrivata direttamente dai genitori di Sofia, il cui legame con casa Arché iniziò oltre trent’anni fa quando incontrarono padre Giuseppe Bettoni, fondatore e ispiratore. La volontà di trasformare il dolore per la scomparsa della figlia in un’opportunità di rinascita ha dato vita a un luogo che rivestirà notevole importanza sulla vita delle persone che vi saranno ospitate.
Lo scorso 15 marzo, data in cui Sofia avrebbe compiuto 16 anni, è avvenuta l’inaugurazione di “Casa Sofia” con momenti di profonda commozione tra le oltre centocinquanta persone tra amici, familiari e compagni di scuola che hanno voluto partecipare a questo nuovo inizio lanciando in cielo cinquanta palloncini bianchi come segno di gratitudine per i momenti condivisi con Sofia e di speranza per ciò che potrà essere realizzato nel suo nome.
“Vedere questa casa popolarsi è il modo più vitale per onorare il desiderio della famiglia di Sofia – è stato il pensiero di padre Bettoni, presidente di Fondazione Arché –. Da oggi questo spazio smette di essere un simbolo e diventa un approdo operativo. È qui che la fatica di chi ha sofferto incontra la competenza delle nostre educatrici, trasformando l’accoglienza in un cammino verso la libertà».
Marco Novati



