Riccardo rimane in carcere per la strage della sua famiglia avvenuta a Paderno Dugnano. Il gip lo ha interrogato convalidando l’arresto. Lo ha definito “pericoloso a livello sociale”.
Paderno, Riccardo rimane in carcere dopo la strage
Rimane in carcere al Beccaria di Milano. Non ci saranno “altre soluzioni”, come aveva caldeggiato il suo avvocato. Il gip ha interrogato il 17enne convalidando la misura cautelare. Nella sua ordinanza spiega che il ragazzo ha dimostrato “singolare ferocia e accanimento nei confronti delle vittime”. Ha freddato con 68 coltellate in una manciata di minuti l’intera sua famiglia.
Per primo ha ucciso il fratellino Lorenzo, 12 anni, che dormiva nella stessa cameretta. Poi è stata la volta di mamma Daniela, 49, accorsa in soccorso del figlioletto che urlava. Infine, ha fatto altrettanto con il papà, Fabio, 51 anni festeggiati un paio d’ore prima. Quest’ultimo mentre gli diceva di allertare i soccorsi veniva pugnalato alle spalle. Secondo l’accusa, rimane valida l’aggravante della premeditazione. A cui si aggiunge la “propensione a cambiare e “aggiustare” la versione dei fatti”. Infatti, in un primo momento il 17enne aveva detto di aver ucciso solo il padre sorpreso a freddare mamma e fratello. Poi ha ritrattato dopo 12 ore di interrogatorio.
Il 17enne è “pericoloso a livello sociale”
Alla luce di questi elementi, dopo un’ora e mezza di interrogatorio per il gip deve restare in carcere per via della sua “pericolosità sociale” oltre che dell'”incapacità a controllare i proprio impulsi”. Nei momenti della confessione ha rivelato di sentirsi “estraneo” nella sua famiglia e nel suo gruppo sociale. Per questo, da tempo pensava a un modo per cambiare quella situazione che gli stava sempre più stretta. Oggi ha espresso anche la volontà di voler studiare, in particolare matematica, per superare l’esame di riparazione. A breve, potrà anche incontrare i nonni con cui ha richiesto un colloquio. Loro saranno al suo fianco in questo lungo percorso.
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