Rhodense, ospedali: il direttore Marco Bosio dà i numeri della sanità.
Il Notiziario ha intervistato il Direttore Generale di Asst Rhodense, il dottor Marco Bosio. Un’intervista che parte dall’aspetto personale e umano del manager per affrontare poi temi quali il recente hackeraggio che ha messo in gravi difficoltà l’operatività, le prospettive per gli ospedali, gli obiettivi dell’Asst…
Dottor Bosio, che cosa l’ha affascinata nell’intraprendere, dopo gli studi in medicina, una carriera manageriale e non quella di medico sul campo?
“La mia motivazione di base è sempre stata quella di aiutare le persone, di prendersi cura di loro. Nel corso del mio percorso ho compreso che l’aspetto organizzativo è fondamentale: è necessario un sistema sanitario ben strutturato, con professionisti capaci, per garantire che i pazienti ricevano la migliore assistenza possibile. L’organizzazione, dunque, è diventata una parte essenziale della mia carriera. Ho cercato di applicare questo principio in ogni posizione che ho ricoperto”.
Quali sono le figure che si interfacciano con il suo ruolo?
“Mi interfaccio soprattutto con lo staff della direzione: il direttore amministrativo, sanitario e sociosanitario sono i miei primi collaboratori; senza di loro, senza il confronto continuo, non potrei operare. È chiaro che c’è una gerarchia da mantenere, ma come sanno tutti, la mia porta è sempre aperta per chiunque abbia problemi o un contributo da offrire. Cerco di mantenere un certo tipo di contatto. I miei primi interlocutori sono sicuramente i direttori delle strutture complesse, i coordinatori infermieristici e i vari direttori delle strutture amministrative, compreso il direttore del servizio infermieristico. Ognuno può dare un valore aggiunto rispetto alla propria conoscenza”.
Il problema dell’hackeraggio informatico è stato superato?
“Sì, è stato superato. Sicuramente non possiamo considerarci esenti da questi fenomeni, visto che, come si vede anche dai riscontri giornalistici di questa settimana, gli attacchi hacker sono sempre all’ordine del giorno. Tuttavia, possiamo dire che l’effetto acuto è completamente superato. Sono rimaste alcune ferite, che però non sono determinanti. Guardiamo al futuro con maggiore consapevolezza”.
Rhodense, ospedali: il direttore Bosio dà i numeri della sanità, i nuovi obiettivi
Quali sono gli obiettivi da raggiungere nel breve termine per Asst Rhodense?
“L’obiettivo è creare servizi sanitari e sociosanitari che rispondano concretamente ai bisogni delle persone. La grande sfida è assumersi la responsabilità dei problemi e fare in modo che il sistema sia in grado di offrire soluzioni, evitando che siano i cittadini a cercarle all’interno del sistema. È fondamentale organizzare una struttura che permetta di seguire la persona lungo un percorso, che necessiti di un supporto sanitario, sociosanitario o sociale. Questo è il vero obiettivo. Per raggiungerlo, dobbiamo essere più bravi, più efficienti e anche più attrattivi, facendo in modo che le persone si rivolgano a noi con fiducia. Dobbiamo essere affidabili, veloci e tempestivi. Un aspetto cruciale per noi riguarda il reclutamento delle risorse umane, perché senza i professionisti non possiamo fare nulla. Essere attrattivi significa riuscire a portare persone qualificate nella nostra azienda, mantenerle e creare un ambiente favorevole che invogli altre persone a unirsi a noi”.
Vogliamo ora portare a conoscenza alcuni dati di Asst Rhodense: con quanti comuni e, quindi, amministrazioni comunali si interfaccia?
“La nostra popolazione è di circa 500.000 abitanti. Abbiamo 23 comuni e tre distretti: Garbagnatese, Rhodense e Corsichese. Sono molto diversi tra loro, soprattutto per la collocazione geografica, dato che il territorio va da Solaro a Assago; quindi, ogni zona ha le proprie peculiarità. Il Corsichese non ha un presidio ospedaliero, quindi anche il flusso di pazienti dipende dall’offerta che trovano in quest’ambito. Per quanto riguarda il personale: il numero di dipendenti è 3.661, di cui 483 sono medici, 1.349 infermieri, 597 operatori sociosanitari e ausiliari. Un mondo professionale molto ricco. A questo si aggiungono alcune centinaia di liberi professionisti, con contratto libero professionale, legati a progetti annuali o biennali. L’aspetto positivo, in controtendenza rispetto ad altri anni, è che quest’anno non abbiamo rilevato un decremento di personale, siamo riusciti a garantire il turnover. Si tenga conto che circa 300 persone escono ogni anno, tra pensionamenti e concorsi vinti in altre sedi, ma siamo riusciti a reclutare altre 300 persone. In questo momento, in cui la risorsa umana è fondamentale, siamo riusciti a mantenere il nostro organico stabile. Questo è già un valore aggiunto”.
Quanti interventi e cure si effettuano ogni anno?
“Ecco alcuni dati: nel 2024 abbiamo registrato quasi 23.000 ricoveri ospedalieri, con un incremento del 5% rispetto al 2023. Per quanto riguarda l’attività ambulatoriale, abbiamo erogato quasi 3 milioni di prestazioni, con un aumento rispetto all’anno precedente. Da considerare, però, che nel 2024 abbiamo avuto il problema dell’hackeraggio a giugno, che ha comportato in questo mese una riduzione del 33% delle attività ambulatoriali e del 7% dei ricoveri, confrontando i dati con il mese di giugno del 2023. Se non fosse stato per l’hackeraggio, avremmo avuto un incremento del 15-20%, quindi una grande performance.
Inoltre, abbiamo effettuato circa 7.700 interventi chirurgici, con un incremento del 12% rispetto al 2023, segno che siamo riusciti a operare più persone, nonostante l’organico sia rimasto costante. Questo dimostra un aumento dell’efficienza. Per quanto riguarda il numero di parti, siamo riusciti a mantenere lo stesso livello del 2023, con 1.463 parti, un successo considerando il calo della natalità. Abbiamo anche effettuato molte più visite, con un aumento del 19% di visite specialistiche, grazie anche agli incentivi regionali che ci hanno permesso di fare ore aggiuntive per il personale. Il 2024 ha rappresentato non solo un consolidamento, ma anche uno sviluppo, nonostante le difficoltà. Un sincero ringraziamento a tutti i professionisti che hanno lavorato con impegno.”
Come sono le relazioni con le amministrazioni comunali?
“Asst Rhodense è fortunata sotto questo aspetto. C’è un clima di collaborazione costante, i nostri sindaci sono molto attivi e disponibili al dialogo. Il confronto è continuo e caratterizzato da una franchezza totale. Anche la Conferenza dei Sindaci, in cui ci incontriamo a livello istituzionale, è un tavolo di discussione aperto, dove ciascuno di noi esprime le proprie posizioni. In questo contesto, lavoriamo per creare una sinergia tra sanità e sociale, che è l’obiettivo principale della riforma: garantire una risposta completa a ogni persona, affrontando sia i bisogni legati alla patologia che quelli di natura sociale. Questa integrazione ci permette di offrire risposte adeguate e coordinate”.
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