Tre ospedali milanesi nella top 100 mondiale, cinque ospedali lombardi tra i primi otto in Italia. La sanità di Milano e dintorni si conferma ai vertici nazionali secondo la classifica “World’s Best Hospitals 2026” pubblicata dal settimanale americano Newsweek.
Il dato che spicca riguarda proprio il territorio milanese, che piazza tre eccellenze tra le prime 57 al mondo: il Grande Ospedale Metropolitano Niguarda al 43° posto, l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano al 51° e l’Ospedale San Raffaele al 57°. Strutture che ogni giorno rappresentano un punto di riferimento non solo per Milano, ma per l’intera Lombardia e per pazienti provenienti da tutta Italia.
Tra i 100 migliori ospedali al mondo ce ne sono 3 di Milano
Subito fuori dalla “zona milanese”, ma sempre in Lombardia, figurano anche l’Ospedale Papa Giovanni XXIII (104° posto mondiale) e l’Ospedale Policlinico San Matteo (134°). Un risultato complessivo che consolida il primato regionale: cinque strutture lombarde ai vertici della graduatoria italiana.
Nella classifica compaiono anche importanti poli ospedalieri del resto del Paese, come il Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma (33° posto mondiale) e il Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna (76°), ma è la concentrazione di eccellenze nell’area metropolitana milanese a fare la differenza.
La graduatoria prende in esame ospedali di 32 Paesi e si basa su criteri come qualità delle cure, reputazione professionale, indicatori di performance e sicurezza del paziente. Una valutazione indipendente che fotografa non solo l’efficienza clinica, ma anche la capacità di innovazione tecnologica e l’integrazione tra assistenza e ricerca.
La classifica dei migliori ospedali al mondo: 5 lombardi nei primi 8 d’Italia
Soddisfazione è stata espressa dal presidente della Regione, Attilio Fontana: «Cinque ospedali lombardi tra i primi otto in Italia e tre tra i primi cento al mondo rappresentano un risultato che conferma la solidità del nostro sistema sanitario». Un riconoscimento – ha sottolineato – al lavoro quotidiano di medici, infermieri, ricercatori e personale sanitario.
Sulla stessa linea l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, che invita però a evitare trionfalismi: «Accogliamo questi risultati con soddisfazione, ma la priorità resta migliorare ogni giorno i servizi offerti ai cittadini, rafforzando l’integrazione con il territorio».
Per Milano e il suo hinterland si tratta di una conferma importante: Niguarda, San Raffaele e Humanitas non sono soltanto ospedali di riferimento per l’alta specializzazione, ma veri e propri hub sanitari e scientifici che attraggono pazienti e professionisti. Un sistema che, almeno secondo le classifiche internazionali, continua a collocare il capoluogo lombardo e la sua area tra le capitali europee della sanità.
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