Senago, Villa Borromeo: perchè è ancora chiusa?
Villa Borromeo, è ancora tutto fermo? La storica dimora senaghese, ex proprietà di Armando Verdiglione, è stata acquistata all’asta per poco meno di 6 milioni di euro nel maggio del 2022. A investire a Senago è stato Faisal Bin Qassim Al Thani, sceicco del Qatar e proprietario di una delle più grandi società con alberghi di lusso in tutto il mondo. Qualche mese più tardi aveva fatto visita a Senago, accolto in Comune dal sindaco Magda Beretta e da alcuni assessori. Si era parlato del futuro e il facoltoso imprenditore, membro di una delle famiglie più ricche al mondo, aveva assicurato di volere mantenere la linea del precedente hotel e di valorizzare il patrimonio culturale della villa senaghese con un museo assicurando l’apertura e la fruibilità degli spazi alla cittadinanza. Anche il primo cittadino aveva qualificato l’incontro come molto positivo sottolineando l’importanza che la Villa rappresenta sotto il profilo storico, religioso e artistico, per Senago e per l’hinterland e aprendo alla collaborazione.
Come mai allora la villa non è ancora stata riaperta? Il quesito è stato argomento di un’interrogazione del Partito Democratico che, a distanza di tre anni, ha chiesto spiegazioni all’Amministrazione. Alla base dei ritardi ci sarebbero le criticità legate ad alcuni abusi edilizi non ancora sanati. Situazione confermata dall’assessore Gianluca Bogani che ha spiegato che “qualsiasi intervento progettuale deve essere preceduto dalla risoluzione delle problematiche collegate alle realizzazioni abusive evidenziate già con ordinanza del 2013, per la demolizione delle opere edilizie realizzate in difformità e sinteticamente rappresentate dal volume destinato alla sala conferenze ed altro realizzato negli spazi interrati al di sotto del cortile centrale della villa. Sullo stesso procedimento è ancora pendente un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto dall’allora proprietà”.
Senago, Villa Borromeo ancora chiusa. Le parole dell’assessore Bogani
Come riportato dall’assessore Bogani con la nuova proprietà si sono susseguiti numerosi incontri. Anche l’Amministrazione si è dichiarata disponibile alle diverse audizioni richieste dai tecnici e dai legali incaricati dell’attuale proprietà. Diverse anche le conferenze di servizio convocate che hanno visto al tavolo anche Ats, Soprintendenza dei Beni Archeologici, Belle Arti, Paesaggio della Città Metropolitana di Milano e Parco delle Groane. Due in sostanza le strade percorribili, quella dell’eliminazione dell’abuso con “tombatura” della sala conferenze sotterranea e demolizione delle ulteriori opere abusive, e quella della fiscalizzazione che permetterebbe l’utilizzo della Sala.
Negli anni tecnici e legali della nuova proprietà hanno presentato diverse proposte che però per gli Enti presenti alle Conferenze di Servizio e per il Comune non hanno rappresentato strade percorribili. Aperta anche l’ipotesi della fiscalizzazione ritenuta però poi troppo onerosa.
Come sottolineato dal Comune l’Amministrazione con l’Ufficio Tecnico ha fornito grande supporto analizzando anche quella che sembrava essere una proposta progettuale percorribile che poi è stata nuovamente ritirata dalla proprietà per essere sostituita con una nuova che però riporta la situazione al punto di partenza.
“Forse non è facile per una società del Qatar comprendere i meccanismi complessi che si generano con operazioni che riguardano una Villa Storica tutelata dalla Soprintendenza e inserita nel Parco delle Groane – ha spiegato Bogani – Noi siamo stati disponibili fin da subito, abbiamo offerto supporto e se ci avessero ascoltato la Villa sarebbe già aperta. Ci auguriamo che possano fidarsi di più del nostro Ufficio Tecnico che in questi anni ha fatto un ottimo lavoro. Da parte dell’Amministrazione c’è la massima apertura alla collaborazione con l’obiettivo comune di restituire alla Villa lo splendore che merita”.




