Celebrata a Origgio la prima unione civile fra persone dello stesso sesso: a unirsi in matrimonio sono state Maria Pia Giaquinto, 46 anni, e Renata Bianchi, 41 anni. Invitati parenti e amici e affiancate dalle testimoni, hanno pronunciato il fatidico sì – coronando il sogno di una vita – davanti al sindaco Mario Ceriani. “E’ stato un matrimonio normale, per nulla diverso da quelli eterosessuali – racconta Maria Pia via telefono, durante il viaggio di nozze in Irlanda – Abbiamo voluto accanto a noi le persone più care: certo mancavano metà dei componenti delle nostre famiglie, ma ognuno deve seguire la propria convinzione: noi comprese, tant’è che, non facendo del male a nessuno, non abbiamo voluto arrenderci”.
Che cosa significa per voi questo traguardo? “Avere gli stessi diritti che hanno le altre coppie – rispondono – Non perché non amiamo un uomo non ci devono essere riconosciuti i nostri sacrifici e i nostri diritti. A livello di sanità, per esempio, se una di noi viene ricoverata in ospedale può essere curata dall’altra. A livello pensionistico, se una dovesse morire, l’altra potrebbe ottenere la reversibilità. Paghiamo anche noi le tasse come gli altri e ci sembra giusto avere gli stessi diritti”. L’auspicio di Maria Pia e Renata è che “la nostra unione sia di esempio per tante altre coppie che non escono allo scoperto. Farsi più ghettizzare è sbagliato”.
Perché alcuni articoli non sono firmati?
Perché sono il risultato di un lavoro collettivo.
Dietro ogni notizia su queste pagine, ci sono giornalisti che da oltre 30 anni raccontano con passione la cronaca locale.
Quando un articolo non porta una firma, è perché è frutto del nostro impegno condiviso: un’informazione costruita insieme,
con la serietà che ci contraddistingue.
Edicola digitale | Canale Telegram


