Non si ferma l’inchiesta per violenze sessuali su minorenni che coinvolge Calabria e Lombardia. E’ partito tutto nel 2023, quando era finito gli arresti domiciliari anche un giovane di Cislago, per avere usato violenza di gruppo (insieme con altri tre) su due ragazze minorenni a Seminara, nella Piana di Gioia Tauro. Oggi, 16 ottobre, altre nove persone sono state tratte in arresto dalla polizia del Commissariato di Palmi e della Squadra Mobile di Milano e Varese, nonché dal Reparto prevenzione crimine di Siderno (Rc). Alcune di loro sono legate a cosche di n‘dranghetisti, così come due degli arrestati dello scorso anno: per uno di questi ultimi erano stati chiesti gli arresti domiciliari, ma era irreperibile; gli altri tre erano figli di un boss della ‘ndrangheta detenuto da molti anni. Secondo le indagini, non solo avrebbero usato violenza, ma anche ripreso col telefonino gli atti sessuali, postando i filmati in rete.
Per quasi due anni hanno violentato una minorenne
Le odierne nove ordinanze di custodia cautelare hanno raggiunto, oltre a ragazzi residenti in Calabria, persone di Cislago, Gerenzano e Legnano: quattro sono finiti ai domiciliari e quattro dietro le sbarre; un altro si trova già detenuto al carcere di Opera. Secondo l’inchiesta, condotta anche attraverso intercettazioni ambientali e telefoniche, da inizio 2022 fino ai primi giorni del novembre 2023 i giovani (alcuni dei quali imparentati con le cosche n‘dranghetiste) si sarebbero resi responsabili di violenze di gruppo nei confronti di una minorenne. Non solo: stavano organizzando altre violenze scegliendo le potenziali vittime. Oltre agli arresti, sono state perquisite le loro abitazioni.
I familiari di una vittima del 2023: “Ritira la denuncia”
Erano due le ragazze violentate nel 2023, una delle quali adesso maggiorenne, ascoltate con il supporto di psicologi. In seguito erano finiti in manette anche quattro familiari di una di loro: avevano cercato di convincerla a ritirare la denuncia.
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