Un aiuto economico per sostenere il costo del trasporto del bimbo autistico o – meglio ancora – un’opportunità di lavoro per il papà del piccolo così da poter sostenere tutti i costi di trasporto del piccolo da Saronno a Cislago. E’ l’appello lanciato nei giorni scorsi da una mamma di Saronno, che porta il figlio autistico a Cislago per le cure: “Mio figlio è un bimbo autistico di 5 anni non avendo mezzi per portarlo a terapia 4 giorni a settimana devo pagare di tasca mia due associazioni ma il costo è per la mia famiglia insostenibile. Il bambino fa terapia al centro Agres alla Massina di Cislago, noi siamo di Saronno”.
Niente più soldi dal Comune per portare il figlio alle cure
La denuncia della mamma di Saronno, costretta a trasferire il proprio figlio di 5 anno affetto da autismo a Cislago per le cure, era partita da una constatazione: “Fino all’anno scorso venivano stanziati dei fondi per il trasporto disabili nelle strutture ma quest’anno ci hanno detto che questo sostegno non ci sarà”. Un problema che rischia di far saltare gli equilibri di una famiglia già in difficoltà: “Il mio compagno è invalido siamo senza lavoro – spiega la saronnese – paghiamo 770 euro di struttura al bambino a cui si aggiungono 130 euro di trasporto fatto da due associazioni che si dividono il servizio”.
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Saronno, l’appello della madre del bimbo autistico: “Costi insostenibili”
“Ci segue un’assistente sociale gentilissima ma che ci ha spiegato che questo genere di contributi non vengono più erogati. Si creano così problemi anche ad altri genitori, disabili ed anziani. Per noi però è davvero insostenibile per questo rivolgo il mio appello al sindaco o a chi si occupa di queste tematiche per capire il perché i disabili non hanno diritto al trasporto. Era uscito il bando ad agosto ma era solo per portarli a scuola. Alternativamente sarebbe risolutivo anche un aiuto che permetta al mio compagno di trovare un lavoro”.
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Saronno, l’assessore: “Troveremo delle soluzioni”
“Siamo ovviamente disponibili ad incontrarla – era stata la pronta risposta dell’assessore ai Servizi Sociali, Ilaria Pagani – il servizio è stato pagato fino a dicembre anche perché non è una terapia obbligatoria e al momento abbiamo ultimato i fondi. Stiamo razionalizzando il servizio e quindi appena fatte le valutazioni del caso cercheremo di trovare delle soluzioni”.
Parole a cui in effetti sono seguiti i fatti, visto che nelle ultime ore si sono aperti spiragli per un confronto costruttivo. Una soluzione è infatti al vaglio e il confronto tra assessorato e famiglia potrebbe presto portare a un felice epilogo. Per il bene del bambino, innanzitutto, e anche della sua famiglia.
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