La sindaca di Saronno, Ilaria Pagani, ribadisce la propria convinzione sul caso del richiedente asilo violento a Cascina Colombara: “Abbiamo fatto tutto il possibile, altre iniziative non competono al Comune”.
La linea è stata ribadita nel corso della conferenza stampa convocata in Municipio per fare chiarezza sul caso del 26enne richiedente asilo che da mesi vive tra sistemazioni di fortuna alla Cascina Ferrara e che nelle ultime settimane è stato segnalato per comportamenti aggressivi e minacce verso una residente.
Richiedente asilo violento a Saronno, la vicenda ricostruita dalla sindaca Ilaria Pagani
La prima cittadina ha ripercorso la vicenda dall’inizio. Il giovane, originario del Benin, era ospite del centro di accoglienza straordinaria all’ex ostello di via Matteotti. “Si è allontanato volontariamente – ha spiegato – perché non riusciva a rispettare le regole della struttura”. Uscito dal circuito dell’accoglienza, è stato preso in carico dai servizi sociali, che hanno proposto un percorso di supporto senza però ottenere adesione. “Ha scelto di restare sul territorio in autonomia”.
Nei mesi successivi ha occupato aree non autorizzate, in particolare parcheggi, con baracche poi rimosse. In una prima fase non sono mancati gesti di solidarietà da parte dei cittadini, compresa la donna che oggi denuncia la situazione di disagio. “Fino a dicembre il quadro era sotto controllo, poi il comportamento è cambiato ed è diventato molesto”, ha riferito la sindaca.
A quel punto sono intervenuti direttamente amministrazione e polizia locale: solleciti, accompagnamento in rifugio, monitoraggi costanti. Da gennaio il giovane si è spostato in un capannone. Tutte le querele raccolte sono state trasmesse all’autorità giudiziaria.
Pagani ha chiarito anche i limiti dei poteri comunali. Il Tso può essere firmato dal sindaco, ma solo su richiesta medica, mai arrivata. Eventuali provvedimenti restrittivi o decisioni sull’allontanamento non spettano al Comune. “Non posso agire a 360 gradi”, ha ribadito.
Intanto è in corso un confronto con Prefettura di Varese, Questura di Varese e forze dell’ordine. Restano due nodi: l’esito del procedimento giudiziario e la decisione sulla richiesta di asilo. “I tempi dovrebbero essere brevi”.
Alla residente la sindaca ha espresso solidarietà: “È sempre stata ascoltata”. L’obiettivo, ha concluso, è tutelare la sicurezza dei cittadini senza ignorare la fragilità sociale che sta dietro alla vicenda.
Redazione Online




