Garbagnate, sgombero nomadi: altri 30 giorni di tempo.
Il Comune di Garbagnate alza l’asticella dello scontro con Aler per quanto riguarda l’area che ospita l’insediamento abusivo di nomadi di via Mazzini, coinvolgendo direttamente, oltre al presidente di Aler Alan Christian Rizzi, anche il Direttore generale Matteo Papagni, come si può chiaramente leggere nella nuova ordinanza pubblicata nei giorni scorsi all’albo pretorio comunale.
Garbagnate, sgombero nomadi: l’antefatto
A fine luglio, proprio sull’ultimo numero del Notiziario prima della pausa estiva, scrivevamo una notizia per certi versi clamorosa: il Comune di Garbagnate aveva emesso un’ordinanza a firma del sindaco Davide Barletta che imponeva ad Aler di sgomberare tutte le strutture abusive presenti sul terreno di via Mazzini (di proprietà di Aler) su cui si trova lo storico insediamento di nomadi di Garbagnate.
Il Comune era arrivato a quel gesto forte dell’ordinanza dopo che per anni Aler aveva previsto l’identificazione di un’altra area più periferica dove spostare i nomadi di via Mazzini, ma poi quel progetto era finito nel nulla, così sembrava che nulla si dovesse più muovere. E’ a quel punto che, a fine luglio, il Comune di Garbagnate ha dato tempo 30 giorni ad Aler per sgomberare tutte le strutture abusive, ossia quelle strutture che ospitano i nomadi.
La nuova ordinanza
I trenta giorni sono scaduti a fine agosto, ma in via Mazzini nulla è cambiato: le strutture abusive sono ancora lì sul terreno di Aler e con esse anche i nomadi che vi abitano, che non sono stati spostati. Ecco dunque che il Comune di Garbagnate ha deciso di alzare l’asticella dello scontro con Aler, pubblicando una nuova ordinanza, sempre a firma del sindaco Barletta, stavolta la numero 49. L’ordinanza appare del tutto simile a quella di fine luglio, ma con un dettaglio importante: il Comune questa volta rivolge l’ordinanza non solo al presidente di Aler Alan Rizzi ma anche al Direttore generale Matteo Papagni.
Questa è la differenza più importante. Poi le prescrizioni sono le stesse di luglio: “l’immediato sgombero di tutte le strutture abusive o comunque prive di necessari titoli autorizzativi o certificazioni di idoneità; l’immediato ripristino della recinzione divelta, posta a delimitazione della proprietà, al fine di garantire la sicurezza della strada ciclopedonale presente in luogo; la messa in sicurezza a propria cura e spese di tutta l’area sopra indicata, ed in particolar modo della zona perimetrale…; la messa in sicurezza di tutti gli allacciamenti; il costante, assiduo ed attento controllo nel tempo…”. Altri 30 giorni di tempo, poi vedremo che cosa accadrà.




