Senago, bambini esclusi dalla mensa perché non iscritti al servizio.
Bambini esclusi dalla mensa, scoppia la polemica. A puntare il dito contro l’Amministrazione, sono stati Alleanza Verdi e Sinistra Senago, Partito Democratico e Sinistra Senago che hanno inviato un comunicato a firma congiunta su quanto accaduto alla riapertura delle scuole.
“Diversi bambini e ragazzi sono stati esclusi dal servizio perché le loro famiglie risultavano morose o non avevano completato l’iscrizione, passando dal precedente sistema di Multiservizi al nuovo gestito dall’Amministrazione” si legge nella nota. I firmatari hanno spiegato che, secondo le numerose segnalazioni ricevute, agli alunni e alle alunne in questione non sono stati forniti né la merenda né il pranzo.
Alcuni bambini sono rimasti a scuola fino alla fine delle lezioni senza poter usufruire della mensa
“Sono stati contattati i genitori che hanno avuto l’indicazione di portare a casa i figli per il pranzo e riportarli per la ripresa delle lezioni. Nel caso di genitori irreperibili, alcuni bambini sono rimasti a scuola fino alla fine delle lezioni senza poter usufruire della mensa. I bambini sono quindi stati esclusi per le responsabilità, le difficoltà o gli errori degli adulti. Separati dai compagni, estromessi dal pranzo o esposti davanti alla comunità scolastica a una situazione di disagio e, possiamo supporre, imbarazzo”.
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Alleanza Verdi e Sinistra Senago, il Partito Democratico e Sinistra Senago hanno condannato fermamente quanto accaduto ed espresso indignazione e perplessità per l’operato dell’Amministrazione alla quale hanno chiesto di fare chiarezza. “L’Amministrazione avrebbe dovuto interrogarsi sul fatto che all’avvio del servizio un numero rilevante di alunni risultava avere improvvisamente rinunciato alla mensa – si legge nel comunicato – La situazione doveva e poteva essere gestita diversamente, con l’invio di un promemoria chiaro alle famiglie oppure fornendo supporto per le procedure burocratiche. E, residualmente, garantire il pasto e la merenda ai bambini, recuperando successivamente le somme dovute”.
Stefania Priolo




