Senago, Edoardo Vitalone è Carlo Acutis bambino.
Domenica sera ha letteralmente incantato il pubblico. Edoardo Vitalone, giovane attore tredicenne di Senago, ha vestito i panni di Carlo Acutis nel film tv “Il mio nome è Carlo”, andato in onda in prima serata su Canale 5.
Era uno dei film più attesi della stagione televisiva, anche per il grande affetto che circonda la figura di Carlo Acutis, giovane milanese diventato simbolo di una fede vissuta in modo autentico e contemporaneo e punto di riferimento per milioni di giovani nel mondo.
A vent’anni dalla sua morte e a un anno dalla proclamazione a santo, la sua storia è tornata a parlare alle nuove generazioni attraverso il piccolo schermo. Nel film Edoardo interpreta Carlo ragazzino di 11 anni, restituendone la curiosità, la brillantezza e quella particolare sensibilità che ne hanno fatto una figura tanto amata.
Un ruolo delicato, che il giovane attore senaghese ha affrontato con una particolare consapevolezza. Sullo schermo la sua interpretazione arriva con una naturalezza disarmante. Grazia, tenerezza e spontaneità sono alcuni degli elementi che caratterizzano il suo Carlo, ma è soprattutto il talento naturale di Edoardo a emergere. Una dote rara che i professionisti del settore hanno notato fin dai primi casting.
Edoardo Vitalone, una passione nata per gioco
La storia di Edoardo con la recitazione comincia quando , ancora bambino, davanti a una telecamera si divertiva a improvvisarsi youtuber. Un gioco che non passa inosservato. Arrivano i primi provini e gli spot pubblicitari. E proprio durante queste esperienze i professionisti iniziano a notare qualcosa di particolare: Edoardo sembra avere una predisposizione naturale alla recitazione. Continua così il suo percorso mantenendo intatto lo spirito con cui tutto è iniziato: quello del gioco. Dagli spot arrivano poi il cinema e la televisione. Recita in “Eravamo bambini”, nella serie “Prima di noi” e in altri progetti che gli permettono di confrontarsi con set e attori affermati. Ma l’esperienza del film su Carlo Acutis ha per lui un significato particolare.
Carlo Acutis, una figura particolare
Carlo Acutis non è semplicemente un altro personaggio. È una persona realmente esistita, molto amata e capace di lasciare un messaggio che continua a parlare soprattutto ai giovani. Raccontarlo significava quindi assumersi una responsabilità diversa. Edoardo ha affrontato il provino con la consueta leggerezza, senza ansia da prestazione e con la voglia di mettersi alla prova. Una volta ottenuta la parte, però, ha sentito ancora più forte l’importanza del ruolo. Il film racconta tre momenti della vita di Carlo: il bambino di sei anni, il ragazzo di 11 e il quindicenne al primo anno di liceo. Edoardo dà volto al Carlo undicenne, quello curioso, brillante, appassionato di informatica, videogiochi e calcio, ma soprattutto capace di guardare la quotidianità con uno sguardo profondo. “Per interpretarlo – racconta la famiglia – Edoardo ha messo ancora più impegno del solito. Ha sentito una responsabilità particolare, anche per il significato e il messaggio che il film porta con sé”.
A 13 anni tra scuola e set
Oggi Edoardo frequenta la terza media, riesce a conciliare studio e lavoro senza lasciare indietro nulla. Nonostante i numerosi ruoli da protagonista lo abbiano reso riconoscibile, vive questa popolarità con discrezione e quasi con riservatezza. La mattina successiva alla messa in onda di “Il mio nome è Carlo”, sono stati i suoi compagni di scuola a ricordargli quanto il suo talento fosse arrivato al pubblico, con applausi, abbracci e tanta emozione. Dietro il volto di Carlo Acutis visto in prima serata da milioni di italiani, resta infatti un ragazzo di 13 anni che va a scuola, studia, fa sport e continua a vivere il quotidiano con impegno e spontaneità.
Stefania Priolo




