Garbagnate, le rubano la borsa e prelevano 1.250 euro… senza avere il Pin.
Un altro episodio con modalità molto simili a quelli già segnalati nelle scorse settimane si è verificato nel parcheggio dell’Esselunga di Garbagnate. Questa volta la vittima è una donna di ben 89 anni (a raccontarcelo è la figlia), alla quale è stata sottratta la borsa dopo essere stata distratta con la ormai ricorrente richiesta di indicazioni per una farmacia. Anche in questo caso la borsa è stata poi abbandonata a poche centinaia di metri di distanza, privata però del bancomat. Un particolare che fa pensare a un’azione mirata soprattutto alla carta, più che agli altri effetti personali contenuti all’interno.
La donna si è accorta quasi subito del furto e si è rivolta al punto assistenza del supermercato per cercare aiuto nel contattare la banca e bloccare la carta. Il tempo trascorso prima che la carta risultasse bloccata però è stato nell’ordine di 15-30 minuti, ma i ladri in quel tempo sono riusciti a effettuare un pagamento di 9,90 euro al MediaWorld del centro commerciale di Arese e, subito dopo, un prelievo di 1.250 euro a uno sportello bancomat. È proprio questo passaggio a sollevare gli interrogativi maggiori.
La famiglia sostiene infatti che nella borsa non fosse custodito il Pin e che la donna non avesse utilizzato il bancomat all’interno del supermercato, dove aveva pagato con la carta Fidaty Oro.
Il fatto solleva molti interrogativi
Da qui una domanda inevitabile: fino a che punto, in casi come questo, le indagini riescono ad approfondire la dinamica complessiva dei fatti? Se gli episodi con modalità analoghe si ripetono, potrebbe essere utile verificare quanti presentino gli stessi elementi: la distrazione nel parcheggio, la sottrazione della borsa, l’abbandono quasi immediato degli altri oggetti e il trattenimento della sola carta.
Come fanno i ladri a prelevare senza il Pin?
E ancora: i prelievi vengono effettuati sempre negli stessi sportelli o nelle stesse zone? Avvengono sempre a distanza di pochissimi minuti? Gli importi sono ricorrenti? E soprattutto, in quanti casi le vittime dichiarano di non avere il Pin insieme alla carta? Come fanno i ladri a prelevare se non hanno il Pin? Sono interrogativi che non autorizzano, da soli, a formulare conclusioni tecniche, ma che sembrano meritare un esame complessivo, soprattutto se messi in relazione con altri episodi simili avvenuti tra Garbagnate e Arese.
Il punto non è soltanto individuare i responsabili del singolo furto, ma capire se esista uno schema ripetuto e, nel caso, quale sia il meccanismo che consente di arrivare così rapidamente all’utilizzo della carta e al prelievo di somme importanti, così da capire cosa si deve fare per evitare tali furti dalle carte.




