Si presenta come un mandato di arresto inviato con e-mail e già questo sarebbe sufficiente a attivare i primi sospetti su quella che è solo l’ennesima trappola per il furto di identità.
Torna a circolare con insistenza anche sul nostro territorio l’ennesimo tentativo di frode informatica basato sull’estorsione di dati personali e sulla paura. Negli ultimi giorni diversi cittadini hanno segnalato la ricezione di una e-mail dall’aspetto minaccioso, apparentemente inviata dai vertici dell’Interpol e dell’Arma dei Carabinieri.
Nel testo del messaggio si accusa il destinatario di essere stato identificato nell’ambito di un’indagine per gravi reati informatici condotta da presunti centri di contrasto alla pedopornografia online. Per rendere credibile la truffa, i cybercriminali utilizzano un linguaggio infarcito di termini burocratici, citando sigle reali e inventate (come il C.N.C.P.O. o l’improbabile acronimo O.C.P.P.M.D.P.O.) e arrivando a menzionare il Comandante Generale dell’Arma.
La trappola del furto d’identità via mail
Dopo aver prospettato ipotetici procedimenti giudiziari, l’e-mail concede alla vittima un presunto “diritto di replica” da esercitare entro 24 ore. La condizione per evitare conseguenze legali è l’invio immediato di una copia del documento d’identità (carta d’identità o passaporto) e di una bolletta recente dell’energia elettrica.
Si tratta di un classico caso di phishing finalizzato al furto d’identità: ottenendo i documenti e la prova di residenza della vittima, i malviventi possono aprire conti online, richiedere finanziamenti o attivare schede SIM a nome dell’inconsapevole cittadino.
Esaminando con attenzione la mail, emergono numerosi dettagli che ne svelano immediatamente la falsità. Terminologia errata: L’Arma viene definita impropriamente “Corpo dei Carabinieri”.
Sintassi incerta: Il testo passa continuamente dal dare del “Lei” al “Voi”, chiaro segnale di una traduzione automatica da lingue straniere.
Tono intimidatorio: La chiusura in maiuscolo (“SIETE STATI AVVERTITI”) non appartiene in alcun modo al linguaggio formale delle istituzioni.
Cosa fare (e cosa non fare) di fronte ad una mail del genere
Le forze dell’ordine ricordano che nessun organo di Polizia o Procura della Repubblica notifica mai reati o provvedimenti giudiziari tramite e-mail ordinaria, né chiede l’invio di documenti d’identità per posta elettronica per “risolvere” posizioni penali.
Se si riceve questo messaggio: Non rispondere assolutamente alla e-mail, non inviare alcun documento o dato personale, non cliccare su link o allegati presenti nel messaggio. Segnalare l’episodio al portale ufficiale della Polizia Postale o alla stazione dei Carabinieri più vicina.
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