Applausi alle forze dell’ordine, mentre veniva contestata la decisione di tenere cittadini fuori dalla sala consiliare e impiegare Polizia e Carabinieri davanti al Municipio bloccando gli ingressi. È uno dei passaggi della serata di venerdì 16 ottobre, sul quale interviene il Comitato per la Tutela del Territorio di Cesate con un comunicato: la protesta contro il data center, ribadiscono i promotori, è stata “ferma, ma pacifica”.
I militari sono stati applauditi durante l’intervento del consigliere Roberto Della Rovere, sceso tra i cittadini dopo aver abbandonato il Consiglio insieme agli altri consiglieri di opposizione. Nel contestare il dispiegamento, ha ringraziato le forze dell’ordine, ricordando il loro lavoro straordinario e sostenendo che avrebbero avuto “cose migliori da fare”.
Carabinieri, in tenuta antisommossa, Digos e Polizia locale erano già presenti prima dello sviluppo delle contestazioni. Davanti al Municipio sono arrivati circa 150 cittadini, intenzionati a manifestare ma soprattutto ad assistere alla seduta.
A luglio e agosto in sala, questa volta fuori
Il Comitato, in un comunicato, richiama due precedenti: la Commissione Urbanistica del 28 luglio e il Consiglio del 3 agosto, coì come Della Rovere. Che hanno ricordato come nelle precedenti occasioni in aula ci fossero presenze superiori alle cento persone. Venerdì, invece, gli ingressi sono stati limitati a 36.
È su questa differenza che si è concentrata la contestazione: perché questa volta non consentire l’accesso e quale documento stabiliva il limite? E’ a questo punto che fuori dal Municipio si sono levati i cori “Vergogna” e “Vumbaca dimettiti”.
Il Comitato segnala inoltre che, mentre i cittadini venivano ammessi a piccoli gruppi, all’interno erano già presenti sostenitori del sindaco. Lo stesso rilievo è stato fatto da Della Rovere all’esterno: “Quando siamo arrivati c’erano i tifosi del sindaco già seduti”.
Il sindaco Roberto Vumbaca durante i primi minuti del consiglio ha motivato la limitazione con ragioni di sicurezza: l’affollamento della sala e delle scale avrebbe potuto ostacolare i soccorsi in caso di malore. Ha aggiunto che l’affluenza del 3 agosto non era stata prevedibile e sostenuto che la partecipazione fosse comunque garantita dallo streaming.

L’assemblea che non c’è stata
La volontà dei presenti ad assistere al Consiglio nasceva anche dall’attesa di un confronto pubblico sul progetto. Con la petizione da 1.019 firme, i cittadini avevano chiesto un’assemblea con l’Amministrazione prima dell’approvazione definitiva del Piano.
Il sindaco Vumbaca aveva accolto parzialmente la richiesta, proponendo un confronto pubblico con Roberto Della Rovere. Il consigliere aveva però rifiutato il dibattito a due, chiarendo di non rappresentare il Comitato e di non voler trasformare una richiesta dei cittadini in un confronto tra maggioranza e opposizione.
Anche il Comitato aveva contestato l’idea del sindaco e chiesto di poter indicare propri rappresentanti e consulenti tecnici come interlocutori diretti: “Si tratta, di un confronto civico tra l’Amministrazione e la cittadinanza, non di uno scontro politico.”
Il 29 settembre il sindaco aveva comunicato che l’incontro era “in corso di definizione”. Il 6 ottobre, però, la Giunta ha approvato definitivamente il Piano senza che l’assemblea si fosse svolta.
Partecipare al Consiglio era quindi un modo per seguire da vicino le decisioni sul territorio. La seduta non poteva però sostituire l’incontro richiesto: come ha ricordato lo stesso sindaco, il pubblico può ascoltare ma non intervenire. Intanto il confronto diretto con i cittadini resta ancora atteso, ora però con il Piano già approvato.



