La Barco, azienda di Saronno che produce monitor, ex Philips, ex Fimi, annuncia lo spostamento di metà della produzione in Cina.
«Le lavoratrici e i lavoratori non sono né numeri, né percentuali!». È durissima la retta via intrapresa dai dipendenti della Barco di Saronno e dai sindacati territoriali di categoria. Nella giornata di oggi, venerdì 16 ottobre 2026, la Direzione aziendale ha comunicato alle RSU e alle segreterie di FIM-CISL, FIOM-CGIL e UILM una stangata pesantissima sul futuro dello stabilimento: lo spostamento di oltre il 50% della produzione verso il sito di Suzhou, in Cina.
Sciopero alla Barco di Saronno, metà produzione andrà in Cina
La decisione arriva come un fulmine a ciel sereno — sebbene anticipata da crescenti tensioni nelle scorse settimane — e si abbatte su un organico già duramente provato. La manovra, infatti, ha già comportato il mancato rinnovo contrattuale per 25 lavoratori precari.
Ma l’ulteriore doccia fredda è arrivata oggi con la formalizzazione di un piano di riorganizzazione radicale: l’impatto stimato colpirà il 40% dell’area produzione e il 30% dell’area impiegatizia, mettendo a repentaglio decine di posti di lavoro e riducendo drasticamente il peso dello storico sito produttivo sul territorio saronnese.
Sciopero a oltranza e presidio in piazza a Saronno
La risposta dei lavoratori non si è fatta attendere. Immediate le decisioni sindacali messe in campo da Fim Territorio dei Laghi, Fiom Varese, Uilm Varese e dalla Rsu aziendale: stato di agitazione a oltranza, blocco totale e immediato della produzione, sciopero con presidio e manifestazione in piazza.
«Siamo di fronte a una delocalizzazione selvaggia che rispecchia una logica miope, pronta a sacrificare le competenze e la dignità delle persone per spostare i volumi in Oriente — denunciano le sigle sindacali —. I lavoratori non sono numeri da tagliare su un foglio Excel. La mobilitazione continuerà senza sosta finché l’azienda non tornerà sui suoi passi e non verranno garantite tutele reali per il futuro del sito e di tutte le famiglie coinvolte».




