A distanza di mesi dalla morte di Alessio Colletti, il quindicenne di Saronno folgorato al luna park di Spotorno lo scorso 16 luglio, il padre Antonino torna a chiedere attenzione sul caso. L’obiettivo è fare piena luce sulle circostanze della tragedia e verificare eventuali responsabilità, sia sul piano penale sia su quello amministrativo.
Nel suo appello alle istituzioni, senza distinzioni politiche, l’uomo sottolinea la necessità che la vicenda non finisca nell’oblio.
Alessio Colletti, il padre non si arrende: riflettori ancora accesi sulla tragedia di Spotorno
Tra gli aspetti da chiarire figura anche una segnalazione inviata il 3 luglio, tredici giorni prima della morte del ragazzo, da un consigliere comunale di minoranza al Comune di Spotorno. Come riportato da Il Secolo XIX, la comunicazione tramite posta elettronica certificata evidenziava possibili rischi di folgorazione legati agli impianti elettrici del luna park. Il padre chiede quindi di verificare se l’avvertimento sia stato preso in considerazione e quali controlli siano stati eseguiti.
La tragedia si consumò mentre Alessio stava utilizzando il calciometro, un’attrazione che misura la potenza del tiro. Il ragazzo, in Liguria per una vacanza con un amico, fu soccorso e trasportato all’ospedale San Paolo di Savona, dove morì nella notte tra il 16 e il 17 luglio.
Appassionato di calcio e cresciuto nell’Amor Sportiva, Alessio era stato salutato dalla comunità saronnese il 27 luglio. Oggi il padre chiede che l’accertamento dei fatti prosegua senza interruzioni, affinché vengano individuate eventuali negligenze e una tragedia simile non si ripeta.




