Come mai quasi nessuno aderisce al baratto amministrativo? L’unica spiegazione possibile è che la gente si vergogna di farsi vedere mentre svolge lavori di pubblica utilità: così, contrariamente alle previsioni, snobba questa forma di compensazione della Tari non pagata e il baratto amministrativo di Cislago finisce per essere un flop.
Baratto amministrativo a Cislago: lavori utili per chi non paga la Tari
Ma la giunta Calegari, che ha ereditato il progetto dall’ex amministrazione Cartabia, ci riprova: in questi giorni è stato riemanato il bando, che ha come scadenza per le adesioni il 30 novembre. L’iniziativa interessa le famiglie e i single inadempienti e riguarda i bollettini della Tari scaduti e non ancora versati. Aderendo al bando, sulla base del reddito Isee (massimo 8.500 euro), potranno svolgere interventi seguendo i progetti presi in carico dall’Ufficio Tecnico e promossi dalla giunta: pulizia, manutenzione e abbellimento delle aree verdi urbane (aiuole, parchi, terreni), di strade e piazze urbane, vie vicinali e altre aree pubbliche, di beni culturali (biblioteca comunale, auditorium, sala convegni) e dei cimiteri.
Ci si vergogna per far vedere di lavorare per saldare i debiti
Ci sono i numeri a dire che il baratto amministrativo a Cislago è, sin qui, stato un flop. Nel 2017 sono stati stanziati 3.500 euro (accolte tre domande, per un totale di 462 euro), scesi nel 2018 a duemila euro (accolte cinque domande, per 631 euro); nel 2019 erano mille gli euro a bilancio (accolte 2 domande per 436 euro); nel 2020 c’è stato un fermo del progetto per il Covid, mentre per il 2021 è stato mantenuto un preventivo di duemila euro ma senza nessuna adesione. Certo non il boom che ci si aspettava. Perché, a fronte di tante famiglie che non pagano la Tari, non si registrano adesioni? C’è chi sostiene che la gente si vergogni a farsi vedere che lavora per il Comune per saldare i debiti, ma c’è anche chi non sarebbe comunque disposto a farlo.
Flop baratto amministrativo a Cislago e volontariato
L’assessore ai Servizi sociali Chiara Broli ha le idee chiare: “Penso che, soprattutto nei comuni piccoli come il nostro, i cittadini si sentano in imbarazzo: non solo nel presentarsi per chiedere di aderire al baratto, ma anche di farsi vedere dalla gente mentre fanno lavori per il Comune. Una preoccupazione inutile, perché agli occhi delle persone potrebbe benissimo essere volontariato”. L’assessore precisa che “non c’è motivo di vergognarsi: tutti possono vivere un momento di difficoltà e quello che offriamo, sino a esaurire il valore dell’importo della Tari non pagato, è una prestazione dignitosa al servizio della collettività”. Comunque l’amministrazione civica non si scoraggia: “Bisogna continuare a riproporre il baratto amministrativo – afferma Broli – L’unico modo per abbattere questo muro è riprovare, tentarci e ritentarci. Compito del Comune è aiutare chi non ce la fa: lo facciamo anche coi progetti Puc per impiegare i percettori del reddito di cittadinanza”.
Stefano Di Maria
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