Ospedale di Saronno, il neoeletto consigliere regionale Licata: “i cittadini pagano l’incapacità di decidere do Regione Lombardia”.
“Strutture ormai al limite della fatiscenza, un pronto soccorso con perenni lavori in corso: la situazione all’Ospedale di Saronno è diventata insostenibile e le promesse di investimenti dall’amministrazione Fontana sono rimaste tali. Sarà questa una delle prime questioni che porterò in Consiglio Regionale dai banchi dell’opposizione”. Così Giuseppe Licata, neo eletto consigliere regionale nella lista del Terzo Polo di Italia Viva e Azione, che continua: “Regione Lombardia non può permettersi questo immobilismo su una struttura ospedaliera che è punto di riferimento per un territorio che insiste su 4 province (Varese, Milano, Como, Monza-Brianza) per un bacino di circa 150.000 abitanti.
La Regione non ha il coraggio di decidere sul futuro dell’ospedale di Saronno
Ad oggi, le case e gli ospedali di Comunità previsti dalla riforma sanitaria e dal PNRR rimangono solo sulla carta, non ci sono gli investimenti necessari a far funzionare dignitosamente l’ospedale di Saronno, come altri purtroppo, e non c’è un alternativo piano di razionalizzazione e riorganizzazione che possa garantire un sistema territoriale di servizi sanitari che sia davvero efficiente e alla portata di tutti. I cittadini stanno insomma pagando le conseguenze di una politica che non ha avuto il coraggio di decidere, spesso per questioni di consenso elettorale e per non scontentare nessuno.
Licata (Terzo polo) attacca la Regione per l’immobilismo sul futuro dell’ospedale di Saronno e le promesse non mantenute
Come ne sta pagando le conseguenze il personale sanitario, costretto a lavorare in condizioni difficili e a sopperire con la propria professionalità e il senso di responsabilità alle carenze strutturali di un sistema che da tempo non funziona più. Ne chiederò presto conto alla nuova amministrazione Fontana, concentrando il mio lavoro politico sui risultati concreti per i cittadini, non su inutili scontri ideologici” conclude Licata.
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