Da sindaco a scrittore il passo è breve. E’ uscito nelle librerie, edito da Nerosubianco, il romanzo “Si fa in due”, scritto da Lorenzo Guzzetti, ex sindaco di Uboldo. Un progetto editoriale che entusiasma l’autore, già pronto alla lunga e faticosa carrellata di presentazioni in scuole, biblioteche e teatri.
Ecco la sinossi: “Marco Casati, affermato manager e musicista, viene convocato in Commissariato a Busto Arsizio dal vice questore Barbara Maestrelli per la notifica dell’atto di allontanamento della ‘denunciante’, Chiara Micucci, la sua compagna che sembra voler mettere la parola fine alla relazione con Marco. Queste due ore cambieranno la vita di Marco, Chiara, Sveva, la ex di Marco, della stessa Maestrelli. E di Giulia. Nell’arco di una mattinata, Marco ricostruirà tutto il suo rapporto con Chiara, le contraddizioni, il primo schiaffo, i social usati come arma, le famiglie, i tradimenti, il narcisismo, l’incapacità di stare e quell’ossimoro maledetto: la violenza nell’amore. Una relazione tossica che ha come alfabeto la violenza. Quando finisce allora questo gioco perverso? Quando si riesce a chiudere un amore tossico? Quando si muore. Quando uno dei due muore. O forse no”.
Guzzetti, c’è qualcosa di autobiografico?
“Me lo chiedono sempre, ma no, non è autobiografico e non credo che questo dettaglio sia poi così interessante. Mi piace definirlo un romanzo socio-politico che affronta un argomento di grande attualità: le relazioni tossiche, quelle malate, ma anche di violenza nell’amore e di crisi relazionali. Mi riferisco a quei rapporti in cui si confonde il ruolo di vittima e carnefice, che diventa vicendevole da uno all’altro”.
Com’è nata l’idea di scrivere questo libro?
“Avevo in mente una storia da raccontare, spinto dalla realtà e dai fatti di cronaca. Devo ringraziare Sabrina Ferrero di Nerosubianco per avere scommesso su di me e su questo libro che anche un progetto: il testo sarà collegato a una piattaforma e a diversi canali di musica e arte; a breve attiveremo un sito col tema del libro come focus su cui confrontarci e ci saranno anche due pagine social Facebook e Instagram; stiamo inoltre pensando a una versione audiolibro”.
Dunque si parlerà della violenza, in ogni sua forma, con l’ausilio della tecnologia?
“Esattamente. Spero di poter offrire il mio contributo affinché se ne parli non come tifoserie, che non portano a nulla, ma per agire a monte dei fenomeni di violenza, non a valle. Analizzeremo il tema da una prospettiva positiva, trattandolo in modo serio e senza pregiudizi, in maniera consapevole: parleremo di responsabilità all’interno delle relazioni, discutendo su come si possa arginare il fenomeno e con quali strumenti”.
Quando scrive e quanto ci è voluto per completare il libro?
“Scrivo di notte, quando c’è silenzio e sono privo da distrazioni. Ma può capitare anche durante la giornata, proprio perché stimolato: mi è successo di annotare al volo dei pensieri e poi di svilupparli. Le prime pagine di ‘Si fa in due’ le ho scritte circa tre anni fa, ma ho avuto un blocco e così mi sono fermato in attesa dell’ispirazione giusta; a stimolarmi sono stati i fatti di cronaca del 2023, ma anche i racconti di persone che conosco. Lo scorso gennaio ho finito, poi è partito il lungo lavoro di editing per la revisione (anche con dei lettori beta). La prima versione aveva 40 capitoli, poi portati a 30 perché gli altri erano inutili ai fini della trama”.
Come sta vivendo la pubblicazione?
“E’ stata una bellissima avventura: sono proprio contento. Il bello di scrivere un libro e che è come una persona: cresce, si sviluppa, cambia; quando viene pubblicato è come avere partorito un figlio, come se regalassi agli altri qualcosa di tuo. Adesso mi aspetto che ‘Si fa in due’ sia letto e crei dibattito: spero di presentarlo in molte scuole. Intanto mi godo i tanti messaggi entusiasti che mi stanno arrivando, per cui ringrazio tutti”.
Gabriele Bassani
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