La Lpe di Baranzate, azienda strategica nel settore dei semiconduttori, ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per 57 lavoratori. La notizia ha scatenato la reazione immediata dei sindacati e dei dipendenti, che hanno proclamato uno sciopero con presidio martedì 14 ottobre, dalle 8.30 alle 11.30, davanti ai cancelli dello stabilimento di via Falzarego.
Licenziamenti alla Lpe – Asm di Baranzate, sciopero e presidio
Fondata negli anni ’70, Lpe è specializzata nella produzione di reattori epitassiali per silicio e carburo di silicio, materiali chiave per l’elettronica di potenza e le tecnologie verdi.
L’azienda impiega circa 140 lavoratori altamente specializzati e nel 2021 era finita al centro delle cronache nazionali quando il Governo Draghi bloccò la vendita a una società cinese applicando la “golden power”, considerandola un’impresa di interesse strategico nazionale. Due anni dopo, Lpe è stata acquisita dalla multinazionale olandese Asm, con un protocollo siglato al Ministero dello Sviluppo Economico.
A inizio settembre la nuova proprietà aveva annunciato una profonda riorganizzazione del sito di Baranzate, suscitando i primi timori di tagli. Ora quelle preoccupazioni si sono concretizzate: venerdì 10 ottobre l’azienda ha ufficializzato l’avvio dei licenziamenti, senza ricorrere ad ammortizzatori sociali.
Il futuro dello stabilimento di Baranzate, che per anni ha rappresentato un’eccellenza dell’industria tecnologica italiana, è ora incerto. Sindacati e lavoratori chiedono al Governo e alle istituzioni locali di intervenire per difendere l’occupazione e impedire che un presidio industriale di valore venga smantellato.


