Quasi 16mila cittadini dell’Asst Rhodense oggi non hanno un medico di base. È il dato più allarmante emerso dal sit-in e dalla conferenza stampa organizzati venerdì 5 dicembre a CentRho dal Coordinamento Comitati Salute Rhodense, che riunisce i gruppi di Novate, Cerchiate e Pero, Cornaredo, San Pietro all’Olmo, Rho e l’Oxservatorio Salute. Presenti anche il sindaco di Rho Andrea Orlandi e il commissario alla sanità lombarda Nicola Di Marco.
Protesta a Rho contro la mancanza dei medici di base, con gruppi di Novate e Pero
I numeri forniti da Ats descrivono una situazione critica: gli ambulatori temporanei non riescono a sopperire alla carenza e, nei prossimi cinque anni, l’azienda sanitaria locale potrebbe perdere altri 97 medici per pensionamento. Alcuni potrebbero restare in servizio fino a 73 anni, ma i comitati ricordano che “non si può reggere un diritto fondamentale sullo sforzo di pochi”.
In un territorio di 23 comuni e quasi mezzo milione di abitanti, i medici rimasti hanno liste piene fino al limite dei 1.800 assistiti, mentre molti cittadini sono costretti a curarsi fuori dal proprio comune. Intanto continua la “gara di mezzanotte”: chi resta senza medico si collega allo scoccare del giorno per provare ad accaparrarsi l’unico professionista disponibile, spesso senza successo.
Il Coordinamento denuncia una situazione ormai insostenibile e invita alla mobilitazione: “Ogni cittadino deve mettersi in gioco per riconquistare il diritto alla cura e contrastare la privatizzazione”.
Il sindaco Orlandi ha richiamato l’eccessivo carico amministrativo che grava sui medici, sottraendo tempo alla professione.
Vi sono peraltro proposte già avanzate a livello locale, come offrire spazi a prezzo agevolato che possono aiutare ma non risolvere il problema, soprattutto se adottate da tutti i comuni.
Di Marco ha sottolineato l’assenza di un vero confronto con la categoria dei medici di base e ha ribadito l’urgenza di far funzionare le Case di comunità, che “non possono continuare a essere scatole vuote” ma devono affiancare realmente il lavoro dei medici sul territorio.
L’incontro è stato il primo di una serie che i comitati promettono di proseguire, per monitorare la situazione e mantenere alta l’attenzione su un tema sempre più centrale: la tutela del diritto alla cura.
Domenico Tosi


