Dopo la giornata di mobilitazione che venerdì scorso ha visto i lavoratori della Flint Cps Inks incrociare le braccia per otto ore, l’attenzione si sposta ora sulle scrivanie della trattativa. Si apre infatti questa settimana il tavolo negoziale tra la direzione aziendale e le rappresentanze sindacali, un passaggio cruciale per definire il destino dei 43 dipendenti dello stabilimento di via Milano, su cui pende l’annuncio di una chiusura definitiva.
Flint Cps Inks annuncia chiusura definitiva stabilimento Baranzate al 31 luglio 2026
Il presidio davanti ai cancelli di pochi giorni fa è stato il primo segnale di una tensione che resta altissima. I lavoratori hanno manifestato con forza contro la decisione della multinazionale di avviare la procedura di licenziamento collettivo, fissando al 31 luglio 2026 la data della cessazione totale delle attività produttive. Un verdetto che la Filctem Cgil ha accolto con estrema preoccupazione, definendo la scelta una ferita per il tessuto sociale e industriale del territorio.
Da una parte c’è la posizione ufficiale del colosso degli inchiostri per stampa e imballaggio: il gruppo Flint motiva la dismissione con un declino strutturale del mercato di riferimento, l’impennata dei costi operativi e una concorrenza internazionale — specialmente dal sud-est asiatico, India e Cina — diventata ormai insostenibile.
Dall’altra parte, però, i delegati sindacali leggono la crisi sotto una luce diversa. Michele Checchia, della Filctem Cgil, ha sottolineato come la chiusura non sia un fulmine a ciel sereno, ma l’epilogo di un biennio caratterizzato dall’assenza di investimenti e dal mancato turnover dei pensionati. Quella che dagli anni Sessanta era considerata un’eccellenza produttiva, passata storicamente anche sotto l’egida Basf, avrebbe subito un lento declino gestionale nonostante un carico di lavoro che, stando ai lavoratori, non è mai venuto meno.
La partita della ricollocazione dei 43 dipendenti tra Cinisello Balsamo e Caronno Pertusella
Con l’avvio delle trattative in questi giorni, l’obiettivo del sindacato è chiarissimo: non accettare passivamente i licenziamenti, ma pretendere responsabilità sociale. La richiesta principale che verrà portata sul tavolo riguarda la ricollocazione interna. Il gruppo Flint dispone infatti di altri presidi sul territorio, in particolare a Cinisello Balsamo e Caronno Pertusella, dove i sindacati chiedono che vengano assorbiti i 43 lavoratori di Baranzate.


