C’è un nuovo tatuaggio sul braccio di Martina Cleo Ungarelli, la cantante limbiatese che con le Bambole di Pezza ha conquistato il palco dell’Ariston e il cuore di mezza Italia. Sul suo avambraccio ora campeggia il volto di Carlo Conti. Non un capriccio, non solo un meme: un atto deliberato e carico di significato, con cui la frontwoman della band rivelazione di Sanremo 2026 ha voluto rendere omaggio a chi le ha aperto la porta del sogno.
Carlo Conti, il tatuaggio di Martina Cleo Ungarelli delle Bambole di pezza
Classe 1995 e originaria di Limbiate, Martina è oggi una delle personalità più interessanti del panorama rock italiano. Un percorso tutt’altro che in discesa, come lei stessa racconta senza filtri sui social: anni di sacrifici, di rinunce, di notti a fare i conti con un futuro incerto. “Ho rinunciato all’idea di avere un piano B”, scrive. “Ho iniziato a lavorare come babysitter perché era l’unico lavoro che mi permettesse di concentrarmi al 100% sul mio percorso musicale, con solo un diploma in liceo artistico. Non guadagnavo molto, giusto quel poco che serviva per poter fare la spesa e uscire di casa”. E nei momenti più bui, il racconto si fa ancora più duro: “C’è stato un periodo in cui la mia famiglia ha affrontato una crisi economica e i miei soldi non bastavano più… arrivando a mangiare il sugo col cucchiaio perché mancava la pasta”.
Limbiate la seguiva da lontano, con orgoglio e affetto, fin da quando le Bambole di Pezza sono salite sul palco dell’Ariston nella prima serata del Festival: applausi, foto alla televisione, messaggi condivisi in tempo reale sui social. Il Notiziario In città sono molto conosciuti anche i genitori della cantante, Marzio ed Elisabetta, che gestiscono un chiosco di fiori. n dettaglio che aveva già fatto sorridere all’annuncio della partecipazione al Festival: la figlia di una famiglia di fioristi, diretta verso la Città dei Fiori.
A Limbiate, durante le serate del Festival, il clima era da finale mondiale. La città si è fermata per sostenere la “sua” stella.
E Martina non ha deluso nessuno: con Cristina D’Avena ha portato sul palco una versione punk-rock travolgente di “Occhi di Gatto”, trasformando il teatro Ariston in una bolgia di energia e nostalgia, con la chicca del mashup con “Whole Lotta Love” dei Led Zeppelin che ha conquistato moltissimi appassionati sui social.
Ora, a Festival concluso, arriva il tatuaggio come sigillo di un capitolo nuovo. “Carlo Conti ha letteralmente cambiato la mia vita, mi ha dato quell’opportunità che ha avverato i sogni di quando ero piccola”, scrive Martina. Un riconoscimento sincero al direttore artistico che, pronunciando il nome delle Bambole di Pezza durante la lettura dei partecipanti al Festival, aveva scatenato l’incredulità e l’emozione travolgente di tutta la band.
Martina Ungarelli da Limbiate alle Bambole di pezza: “Non avevo un piano B”, tutto per la musica
Il tatuaggio, spiega lei stessa, non è diverso dagli altri che porta sulla pelle: “Tutti i tatuaggi che ho, quando li guardo mi mettono di buon umore e questo è assolutamente uno di questi”. E poi, la rivendicazione orgogliosa di chi ce l’ha fatta: “So che il successo non è eterno, a volte ti sfugge dalle mani, però per ora voglio vivere il momento. Non ho più paura per il mio futuro, di rimanere senza niente, senza soldi, senza casa. Ora so di aver fatto la scelta giusta e nulla mi rende più orgogliosa del mio percorso, perché alla fine avevo ragione io: ne è valsa la pena”.
Quei risultati, dice, ora li ha “stampati sul braccio”. E chiude con un inno che sa di promessa: “W la musica, w le Bambole di Pezza”. Limbiate aspetta di vederla in tour.


