Paderno, metrotramvia ferma, ristori per 500mila euro ai negozi.
Entro fine mese potrebbe essere messo nero su bianco un bando per risarcire almeno in parte i commercianti e gli imprenditori danneggiati dai cantieri della metrotramvia Milano-Desio-Seregno.
Ammonterebbe a 500mila euro la somma annunciata dalla consigliera di Città Metropolitana, Daniela Caputo, pronta per le varie attività della tratta che saranno in grado di dimostrare un calo del fatturato negli ultimi tre anni. Ossia da quando davanti alle loro attività commerciali sono comparsi i cantieri che però dopo l’entusiasmo iniziale si sono arenati sempre più fino a fermarsi. Una situazione che riguarda da molto vicino Bresso, Cusano e i Comuni della tratta brianzola. Ma anche via Erba all’altezza di Caldera, dove le lavorazioni si sono arrestate in attesa di coprire gli extracosti, le variazioni di listino dei prezzi dei materiali e delle varie modifiche al progetto datato 2011. Ancora mancano all’appello fino a 120 milioni di euro e inevitabilmente la questione arriverà al Ministero per tentare un’ultima azione portando in salvo il progetto che prevede l’ammodernamento di oltre quattordici chilometri di linea con la realizzazione di venticinque fermate che attraversano otto comuni e due province.
Paderno, metrotramvia ferma: negozi e imprese in ostaggio
“Davanti a un cantiere paralizzato ad appena il 10% dell’avanzamento, con costi lievitati di 120 milioni e circa duecento negozi ed imprese ostaggio degli scavi a Desio, Nova Milanese e Seregno, il territorio rischia di pagare un prezzo altissimo in termini di competitività, attrattività di investimenti e vivibilità – commentano le Associazioni di categoria e le Organizzazioni Sindacali della Brianza – Oggi più che mai è fondamentale fare fronte comune. È il momento di superare ogni individualismo e campanilismo per fare sistema dal basso. Chiediamo a tutte le forze politiche – parlamentari del territorio, consiglieri regionali, sindaci, città metropolitana– che si uniscano in un’unica voce istituzionale ai tavoli di discussione preposti.
Serve un’azione comune per decidere e pretendere risorse certe e tempi certi. Solo uniti potremo sbloccare le risorse necessarie a coprire gli extracosti, salvaguardare il progetto nella sua interezza e garantire alla Brianza il futuro sostenibile che merita”. In questo scenario, la possibilità di ristori per mezzo milione di euro sembra una boccata d’ossigeno almeno per negozi e imprese interessate dai disagi ogni giorno.




