di Stefano Di Maria
Su Apple Tv+ ecco una serie horror che si discosta però dal genere, proponendosi come un ibrido che comprende comedy, drama familiare e grottesco. Stiamo parlando di WIDOW’S BAY, ambientata nel New England e con protagonista un Matthew Rhys in una veste decisamente diversa.

WIDOW’S BAY – La trama
Widow’s Bay è una pittoresca cittadina su un’isola a 40 miglia dalla costa del New England. Ma qualcosa si nasconde sotto la superficie. Il sindaco Tom Loftis (Matthew Rhys) è alla disperata ricerca di un modo per risollevare le sorti di una comunità in difficoltà. Non c’è fi-fi, la ricezione cellulare è instabile e deve fare i conti con abitanti superstiziosi che credono che la loro isola sia maledetta. Tom vuole che queste persone lo rispettino, ma loro non lo fanno: pensano che sia debole e codardo. E in effetti è così. Ma Loftis è determinato a costruire un futuro migliore per il figlio adolescente e a trasformare l’isola in una meta turistica. Miracolosamente, ci riesce: i turisti finalmente arrivano. Purtroppo la gente del posto aveva ragione. Dopo decenni di calma, quelle vecchie storie che sembravano troppo assurde per essere vere tornano a ripetersi.

WIDOW’S BAY – La recensione
La serie targata Apple tv+ è un mix fra autentico horror e commedia (anche sentimentale), tutta incentrata sui personaggi principali e le dinamiche attorno al mistero della maledizione che l’isola si porta dietro da centinaia d’anni. Man mano che la visione procede, si percepiscono reminiscenze alla Stephen King, sia nei toni dei dialoghi sia nell’atmosfera surreale e da paura che si respira. Verrebbe quasi da dire che gli autori abbiano voluto omaggiare il maestro del brivido per eccellenza, senza scimmiottare le sue storie ma anzi narrandone una altrettanto originale e convincente. Certo per vedere WIDOW’S BAY è richiesta una buona dose di sospensione dell’incredulità, ma ha poca importanza di fronte ai temi che mette sul tavolo: i rischi delle comunità chiuse, i traumi della vita, i tentativi di risalita e riscatto, ma anche le cadute e i fallimenti. Abbandonata la comicità e l’ironia, la tensione s’insinua sotto pelle, tenendo avvinghiati alla poltrona fino a culminare in scene di puro horror.

Il ruolo del cast nel risultato finale è determinante, pur sostenuto da un’ottima macchina produttiva e da registi, Sam Donovan e Andrew DeYoung, che hanno dato il meglio di sé dietro la macchina da presa. Matthew Rhys, senza dubbio uno dei punti di forza dello show, si conferma un attore poliedrico, capace di calarsi in qualsiasi ruolo, qui perfetto nell’incarnare un uomo devastato dal lutto della moglie, che si fa carico della sfida più rischiosa: far cessare la maledizione dell’isola.
Al netto del finale, meno incisivo di quanto ci si aspetti, WIDOW’S BAY è una serie che vale la pena vedere, anche perché intrisa di simbolismi e significati nascosti, specchio delle difficoltà che dobbiamo affrontare nel corso della vita.
IL NOSTRO VOTO:
7
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