Truffa a Novate, donna vittima della falsa chiamata dei carabinieri.
La scorsa settimana una donna sessantenne novatese è stata vittima di un tentativo di truffa basato sulla falsa convocazione alla caserma dei carabinieri di via Moscova a Milano. Diversi sono gli elementi inquietanti nella vicenda, a partire dal fatto che sul display del telefonino all’arrivo della chiamata sia comparsa la scritta “Carabinieri” e che il truffatore, di fronte alle perplessità della donna, l’abbia più volte esortata a controllare che il numero da cui lui chiamava era proprio quello della caserma milanese (poiché ormai i truffatori sono in grado di clonare qualunque numero telefonico).
Ma non solo, perché conosceva il nome esatto della madre di lei, con tanto di errore in una sillaba che era stato commesso quando avevano compilato qualche anno prima il contratto di gas e luce della madre.
Truffa a Novate, donna vittima della falsa chiamata dei carabinieri. Il racconto
E’ la donna novatese stessa a raccontarci la spiacevole avventura: “La gestione delle pratiche di mia mamma l’ho sempre fatta io, dalla banca alle bollette, e ho sempre messo come riferimento il mio numero di telefono. Mercoledì mi arriva una telefonata e sul display del cellulare esce la scritta “Carabinieri”. Si presenta questo signore facendo il nome di mia mamma.
Quando ho detto che sono la figlia e che mia madre è deceduta mesi fa. Allora mi ha chiesto il mio nome e io gli ho detto che non lo dicevo perché non mi fidavo. Lui a quel punto mi ha detto che chiamava dalla caserma di via Moscova e che lui era il carabiniere Pietro Ranaglia.
Truffa, “Mi ha salvata una mia amica”
Io a quel punto quasi ci stavo cascando, ma meno male c’era una mia amica accanto a me che continuava a ripetermi che era una truffa. Poi mi ha chiesto se mia madre aveva un’auto intestata e mi ha detto che un’auto intestata a lei è stata usata per fare una rapina. Ma per fortuna mia mamma non aveva mai avuto un’auto intestata, per cui i miei dubbi sono aumentati. Lui ha insistito dicendo che io dovevo comunque andare subito in via Moscova perchè aveva bisogno di una mia firma, dicendolo in modo molto fermo e deciso. Io però avevo ormai molti dubbi, così ho risposto che non potevo subito perché ero in giro a Milano e sarei andata nel pomeriggio”.
La telefonata è stata piuttosto lunga, il finto carabiniere ha cercato di carpire altre informazioni, ma alla fine della chiamata la donna ha telefonato subito alla caserma di via Moscova: “Mi hanno risposto che un carabiniere con quel nome non esiste in quella caserma e che era sicuramente una truffa”. La signora, scampato il pericolo, è andata alla caserma dei carabinieri di Novate dove ha segnalato l’accaduto.
Piero Uboldi





