La casa è un bene sempre meno abbordabile: anche l’hinterland milaneseora “espelle” i lavoratori.
L’ultimo report dell’Osservatorio Casa Abbordabile, pubblicato quest’anno e basato sui dati del mercato residenziale degli scorsi anni, fotografa una situazione sempre più difficile per chi cerca casa nell’area metropolitana milanese.
Un’area che l’Osservatorio non limita alla sola Milano, ma estende per 60 chilometri dal capoluogo, individuando i Comuni direttamente collegati alla città attraverso i principali nodi ferroviari e autostradali. L’obiettivo è misurare l’“abbordabilità” della casa, definita come la possibilità di sostenere il costo dell’abitazione senza destinare a essa più del 30% del reddito netto disponibile.
L’analisi prende in considerazione un’abitazione di circa 70 metri quadrati e due diversi profili di reddito: un operaio con 1.500 euro lordi mensili e un impiegato con 2.800 euro lordi. Per entrambi vengono valutati sia l’acquisto con un mutuo sia l’affitto. Un elemento particolarmente significativo dello studio è l’inclusione dei costi necessari per raggiungere il luogo di lavoro: non soltanto il prezzo dell’abbonamento al trasporto pubblico, ma anche il cosiddetto costo opportunità del tempo impiegato negli spostamenti.
Quanto costano le case a Nord di Milano?
La scelta di analizzare anche il caso di un singolo non è casuale, considerando il forte aumento dei nuclei familiari monopersonali nell’area milanese. Il quadro che emerge è molto critico. Se i prezzi delle abitazioni nel capoluogo sono ormai noti, anche nei Comuni di prima, seconda e terza fascia la situazione è tutt’altro che semplice.
Per acquistare una casa con uno stipendio lordo di 1.500 euro mensili, nei Comuni di prima fascia come Cormano, Bollate e Novate, ma anche in realtà più lontane come Garbagnate Milanese, la spesa per mutuo e trasporti assorbe tra il 65% e il 70% del reddito netto. Il record negativo spetta ad Arese, dove l’incidenza arriva a una forbice compresa tra il 70% e il 95%.
Allontanarsi da Milano non significa necessariamente risolvere il problema. A Limbiate, Solaro, Saronno e Ceriano Laghetto la spesa incide ancora tra il 60% e il 64% del reddito, mentre nella maggior parte degli altri Comuni considerati si mantiene tra il 50% e il 59%. «Dove le abitazioni costano meno, il pendolarismo riduce il risparmio e il tempo di vita», osserva il rapporto. E più ci si allontana, inoltre, più diventa spesso necessario possedere un’automobile, aggiungendo ulteriori costi a quelli già sostenuti.
È il racconto di una metropoli che rischia di allontanare proprio le persone di cui ha bisogno per funzionare: dagli operai ai macchinisti, dagli addetti alle pulizie agli insegnanti. La situazione migliora per chi dispone di un reddito lordo di 2.800 euro mensili, ma anche in questo caso l’incidenza sul reddito netto resta tra il 50% e il 59% nei Comuni di prima fascia, con l’eccezione di Arese, dove sale tra il 65% e il 70%. Nella maggior parte degli altri Comuni considerati scende comunque soltanto tra il 40% e il 49%.
Casa abbordabile nell’hinterland milanese? Difficili anche gli affitti
Ancora più difficile appare il quadro degli affitti. Novate Milanese, Cesate, Garbagnate Milanese e Saronno presentano un’incidenza del canone compresa tra il 45% e il 49% del reddito, con valori simili anche a Misinto e Gerenzano. Il risultato migliore nell’area del Notiziario spetta a Ceriano Laghetto, dove l’affitto incide tra il 30% e il 39% dei redditi considerati. Con uno stipendio da impiegato è invece più facile sostenere il costo dell’affitto nei Comuni dell’hinterland, dove l’incidenza si colloca nella maggior parte dei casi tra il 30% e il 39%, con l’eccezione di Arese. In questo contesto spiccano Novate, Bollate e Cormano, che possono contare sulle radici storiche dell’edilizia cooperativa: poco più del 10% degli immobili a Novate è di proprietà di cooperative, contro circa il 6% a Bollate e Cormano.
I prezzi delle case tra Bollate, Saronno, Limbiate e i comuni del circondario
La presenza di alloggi di edilizia popolare è invece estremamente ridotta nella maggior parte degli altri Comuni analizzati. Guardando alla “abbordabilità interna” dei singoli Comuni, ovvero alla superficie acquistabile destinando il 30% del reddito medio locale alla casa, nella maggior parte dei territori si riescono ad acquistare abitazioni comprese tra i 33 e i 50 metri quadrati. Si arriva invece ai 71-80 metri quadrati a Uboldo e Cislago. Per gli affitti la situazione migliora leggermente a Cormano e Novate, con il reddito medio comunale, si possono raggiungere abitazioni tra i 60 e i 70 metri quadrati, mentre la superficie aumenta progressivamente allontanandosi verso nord-ovest.
E se talvolta si leggono elogi alla capacità dei giovani di adattarsi a soluzioni abitative sempre più piccole, razionali o condivise con coinquilini, non bisogna dimenticare che spesso non si tratta di una scelta, ma della necessità. È l’adattamento a un mercato che rischia di rendere la casa un bene sempre più elitario, allontanando proprio quell’“ esercito silenzioso” di lavoratori che ogni giorno sostiene Milano e la sua area metropolitana. Un fenomeno sul quale i decisori pubblici dovrebbero riflettere, prima che vivere vicino alla metropoli diventi un privilegio riservato a pochi.
Domenico Tosi





