Cresce la protesta all’Istituto Zappa di Saronno contro l’ipotesi dei doppi turni per un cantiere di riqualificazione fin qui gestito in maniera molto approssimativa, con ritardi nelle comunicazioni e mancanza di programmazione che al 27 di agosto lasciano ancora molte incognite sull’anno scolastico che comincerà tra un paio di settimane.
Aule strapiene comunità compatta nel chiedere trasparenza e soluzioni alternative. Si è svolta ieri sera l’affollata assemblea straordinaria del Consiglio d’Istituto dell’ITCS “Gino Zappa” di Saronno, convocata per affrontare la spinosa questione della riorganizzazione delle lezioni in vista dell’avvio del nuovo anno scolastico.
Protesta delle famiglie allo Zappa di Saronno contro i doppi turni
A provocare la forte reazione di famiglie, docenti e studenti è la prospettiva di dover ricorrere alla turnazione pomeridiana delle lezioni per ben 366 giorni – la durata prevista per i lavori di efficientamento energetico dell’edificio firmati dalla Provincia di Varese, che è proprietaria dell’immobile.
Evidentemente qualcosa è andato storto se ad oggi non si conoscono ancora con certezza le modalità degli interventi per lotti e quindi il numero di aule interessate di volta in volta così da poter cercare delle alternative parziali, come ha riferito la sindaca di Saronno, Ilaria Pagani, che ha partecipato all’assemblea, anche se il Comune di Saronno non ha responsabilità diretta nè nella gestione dell’immobile e quindi del cantiere nè nella gestione della scuola.
Sulla difficoltà nel reperire le alternative sul territorio, la sindaca Pagani ha osservato, “gli istituti superiori di Saronno, per la loro collocazione geografica, servono studenti di 4 province, ma purtroppo a pagare è solo una, quella di Varese”.
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Durante la seduta, il Presidente del Consiglio d’Istituto, l’ingegner Maurizio Caccin, ha letto una dettagliata relazione per sintetizzare le forti perplessità del corpo scolastico e delle famiglie. «Nessuno è contro i lavori, ma si valutino le alternative»«Nessuno è contro i lavori di efficientamento energetico o la produzione da fonti rinnovabili, e nessuno chiede di fermare il cantiere», ha subito chiarito Caccin in apertura del suo discorso. La critica riguarda invece il metodo e la mancanza di trasparenza.
La comunicazione ufficiale dell’avvio dei lavori (fissato per il 24 agosto 2026) e dell’inagibilità di un’ampia porzione dell’immobile è arrivata soltanto il 10 agosto. In quell’occasione è stata presentata l’introduzione dei doppi turni – uno al mattino e uno al pomeriggio – come un’amara e inevitabile “conseguenza” dovuta al mancato reperimento di altri spazi idonei. Ed è proprio su questa conclusione che la comunità scolastica dà battaglia: «Una conseguenza deve essere il risultato di un’istruttoria. Chiediamo di conoscere quell’istruttoria: quali locali sono stati cercati, a quali enti si è fatta richiesta, quali sopralluoghi sono stati effettuati e perché le eventuali alternative sono state scartate?», ha incalzato il Presidente.
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La petizione da 1.300 firme e le ripercussioni sugli studentiLa proposta del doppio turno ha sollevato un’ondata di indignazione: la petizione “NO lezioni su due turni all’ITCS Zappa di Saronno” ha già sfiorato le 1.300 adesioni (1.296 firme per la precisione). Uscire da scuola in tarda serata avrebbe impatti pesantissimi sulla vita quotidiana dei ragazzi: trasporti pubblici complessi, difficoltà di studio, impossibilità di praticare sport o attività sociali, oltre a creare gravi problemi organizzativi per le famiglie dei lavoratori.
Inoltre, il Presidente del Consiglio d’Istituto ha evidenziato come l’intervento fosse programmato da tempo e che non si possa trattare la vicenda come un’emergenza improvvisa, rimarcando anche come ai nuovi iscritti non sia mai stata prospettata una simile eventualità durante gli Open Day. La proposta: un Gruppo di lavoro permanentePer superare la situazione senza ricorrere ad uno scontro d’urto, il Consiglio d’Istituto ha intenzione di proporre la creazione di un Gruppo di lavoro permanente “NO turnazione pomeridiana”. L’obiettivo dell’organismo sarà quello di sedersi al tavolo delle consultazioni con la Dirigenza scolastica, la Provincia di Varese e gli enti locali per verificare ogni possibile alternativa logistica prima di rassegnarsi alle lezioni pomeridiane.
«La scuola è prima di tutto le persone che la vivono. Chiediamo soltanto che venga tutelato il presente degli studenti», ha concluso Caccin, auspicando che le istituzioni rispondano con atti concreti, trasparenza e partecipazione.





