Milano, morto Domenico Papalia, storico boss della ‘ndrangheta al Nord
È morto all’età di 81 anni Domenico “Micu” Papalia, ritenuto per decenni uno dei principali vertici della ‘ndrangheta in Lombardia. Ricoverato dal 17 agosto all’ospedale San Paolo di Milano per l’aggravarsi di una patologia oncologica, era stato scarcerato lo scorso luglio per motivi di salute, dopo quasi cinquant’anni di detenzione.
Originario di Platì, in provincia di Reggio Calabria, insieme ai fratelli Antonio e Rocco fu protagonista dell’espansione della cosca Papalia-Barbaro nell’hinterland milanese.
Tra gli anni Settanta e Ottanta il clan si radicò soprattutto a Buccinasco e Corsico. Per gli investigatori, queste aree rappresentavano uno dei principali insediamenti della criminalità organizzata calabrese nel Nord Italia. Da qui la cosca costruì un vasto impero criminale basato su sequestri di persona, traffico di droga, estorsioni, riciclaggio e infiltrazioni nell’economia legale.
Morto Domenico Papalia, il boss della ‘ndrangheta aveva trascorso 49 anni in carcere
Domenico Papalia ha trascorso complessivamente 49 anni in carcere. Nel 2017 fu assolto, al termine del processo di revisione, dall’accusa di aver ucciso il boss Antonio D’Agostino.
Rimasero però definitive le condanne all’ergastolo per l’omicidio di Umberto Mormile, educatore del carcere di Opera, assassinato nel 1990 a Carpiano. Nel corso degli anni il nome di Domenico Papalia è diventato uno dei simboli della presenza della ‘ndrangheta nel Sud-Ovest milanese.
Buccinasco è stata a lungo definita la “capitale” della ‘ndrangheta al Nord, mentre Corsico è rimasta uno dei comuni storicamente legati agli interessi della cosca Papalia-Barbaro.
Proprio a Corsico, dopo aver ottenuto gli arresti domiciliari per motivi di salute, Papalia aveva trascorso le ultime settimane di vita nell’abitazione di un familiare. Successivamente era stato ricoverato all’ospedale San Paolo di Milano, dove è morto all’età di 81 anni.





