
Ieri, lunedì 18, è scattata la riapertura di bar e ristoranti, anche nella nostra zona del Nord Milano. E di sera si è messo a piovere senza che le previsioni lo annunciassero.
E’ stata una partenza lenta e faticosa, con molti locali rimasti semi deserti: poca gente a bere il caffè, ancor meno gente con la voglia di sedersi a pranzare o cenare, e questo è un segnale molto preoccupante.
Ma c’è stato un caso che ha messo in luce una grave carenza delle nuove norme per quanto riguarda bar e ristoranti.
Le norme dicono che è preferibile far sedere la gente all’esterno. Bene, ma cosa si fa se si mette a piovere? E, peggio ancora, se la pioggia non è prevista dal meteo, proprio come è accaduto lunedì sera?
Si deve restare seduti al proprio posto a prendersi l’acqua in testa? Il gestore deve far andare via la gente che non ci sta all’interno? Bene, ma chi? I primi arrivati o gli ultimi?
Se la norma non lo chiarisce, nessuno vuole andare via, vogliono solo mettersi al riparo all’interno.
Lunedì sera è accaduto l’irreparabile: un locale della zona (uno dei pochissimi) aveva parecchie prenotazioni di giovani: li ha seduti tutti in ordine secondo le regole, ma verso le 21 ha cominciato a piovere (a sorpresa).
A quel punto i clienti hanno dovuto stringersi per stare sotto la tettoia, ed ecco che… sono arrivati i Carabinieri ed è facile immaginare che scatterà una sanzione salata.
Ma è giusto, se la norma non spiega come comportarsi in questi casi? Chi ha il potere legale di cacciare via un tavolo piuttosto che un altro? Come si deve regolare un ristoratore o barista, se il decreto non prevede e non regola questa situazione? Si cerca di usare il buon senso, certo, ma se non basta?


