Bollate: Aureliano Broggi, una vita da edicolante.
L’edicola è da sempre un riferimento per i cittadini, perché la gente vede nella figura dell’edicolante un interlocutore per l’informazione ad ampio raggio.
Oggi, nella società di internet e dei social, ci si chiede quale sia l’importanza dell’edicolante; per questo il Notiziario ha raccolto spunti interessanti da Aureliano Broggi, che con la sua famiglia è il decano degli edicolanti, essendo sul territorio da settant’anni esatti: hanno cominciato i genitori Gianna e Arnaldo, adesso ci sono lui e la moglie Maria ma vicino a loro c’è sempre la figlia Camilla.
Insomma, una storia tutta da raccontare…
Aureliano, chi erano i suoi genitori?
“La mamma Giovanna De Filippi è nata a Tradate il 30 ottobre del 1922 mentre mio padre Broggi Arnaldo è nato a Varese il 4 aprile del 1913”. Con chi ha avuto origine la storia di fa-miglia con la rivendita di giornali? “I miei genitori hanno rilevato l’edicola allora in vendita a Bollate dalla famiglia Trinchinetti per tramite di un comune conoscente che lavorava alla Testori di Novate Milanese, e questo è avvenuto nel 1953”.
Dove era collocata la prima edicola?
“L’edicola diventata poi l’edicola De Filippi era ubicata in via Roma al n. 43 prima della costruzione del palazzo ancora esistente tra via Roma e via Sartirana: come ben si vede dalla foto storica”. Chi gestiva maggiormente in famiglia l’edicola nella vecchia generazione e perché? “Per il tempo maggiore la gestiva mia mamma signora Gianna, nome che ancora tutti ricordano. Mio padre Arnaldo si occupava principalmente dell’acquisto della merce”.
Com’è la giornata dell’edicolante?
“La giornata per noi è sempre stata molto lunga; intanto si lavora sette giorni su sette e per ben 12/13 ore giornaliere e così per quasi tutti i mesi dell’anno comprese le cosiddette feste comandate”.
Differenza tra com’era una volta la vita del giornalaio rispetto ad oggi?
“Una volta la vita del giornalaio era molto più impegnativa; si faceva orario continuato e si vendevano per lo più 300 quotidiani e bisognava andare a prenderli in stazione alle 9.00 di mattina con l’arrivo del primo treno. Oggi con internet i quotidiani si vendono pochissimo e nelle edicole si trovano anche servizi online e si può chiudere per ferie”.
Chi erano gli acquirenti di giornali, settimanali e mensili un tempo e chi sono oggi?
“Un tempo si leggeva molto e tutti acquistavano i giornali, casalinghe , impiegati, giovani. Adesso acquistano i giornali i nostalgici della carta stampata adulti e anziani. L’edicola si contraddistingueva per la vendita di giornali ma non solo: chincaglieria, pelletteria, giocattoli, profumeria, totocalcio, totip, ed Enalotto”.
Dove è l’edicola oggi e cosa propone al pubblico?
“L’edicola De Filippi è esistita fino al 1988 per poi prendere il nome Edicola Broggi Aureliano fino al 2002 in via Roma: oggi si trova in via Cavour n. 7 con denominazione l’edicola di Aureliano e propone giornali, Gratta e Vinci, servizi on line e giostrine per intrattenere i bambini”.
Come si diventa edicolante? È un lavoro che si sente di proporre per l’avvenire ai giovani ad esempio a sua figlia?
“No, perché è un lavoro molto impegnativo e poco redditizio: bisogna avere molti altri servizi perché con la sola vendita di giornali non vale l’impegno”.
Ricorda nella sua carriera di edicolante qualche episodio?
“Ricordo la quantità di giornali che si vendeva quotidianamente e il rapporto molto stretto e affettuoso che si instaurava con la clientela”.
Qual è il giornale, il settimanale, il mensile che si vende di più?
“Si vendono di più i giornali locali che riportano notizie della zona (il Notiziario), si vendono giornali di gossip , enigmistiche e per programmi televisivi”.
Le piace fare l’edicolante?
“Sì, l’ho fatto per tutta la mia vita e lo amo!!! Mi piace l’odore che diffonde la carta stampata”.
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