Cusano, D’Errico ammesso alla giustizia riparativa, processo sospeso.
La riforma Cartabbia, applicata per la prima volta in Italia, “salva”, almeno per ora, Lorenzo D’Errico, accusato dell’omicidio del padre Carmine, 65 anni, da una condanna severa. E per contro la Corte di Assise di Monza, accogliendo la richiesta dei difensori del parricida, i legali Luigi Chirieleison e Romana Perin di Varese, lo ammette a un programma di giustizia riparativa.
Un vero e proprio colpo di scena, che intanto è culminato nella sospensione del processo e potrebbe alla fine del percorso riabilitativo, se superato, convertirsi in uno sconto di pena. D’Errico, 40 anni, accusato di omicidio volontario aggravato e distruzione di cadavere, tornerà in aula in giugno per il verdetto finale.
La cosiddetta giustizia riparativa prevede la riconciliazione con le vittime e se adempiuta utilmente a una possibile riduzione della pena. Nella circostanza le vittime sono i tre fratelli di Carmine, zii di Lorenzo, che convocati in aula per raccogliere il loro parere hanno espresso perplessità ad aderire al percorso insieme al nipote.
I tre zii scettici sulla possibilità di riscattarsi
I tre zii hanno sottolineato che avevano un rapporto formale con il nipote e per la crudeltà del delitto non credono che Lorenzo possa riscattarsi. L’imputato invece si è detto fiducioso che il percorso riabilitativo, in aggiunta alla psicoterapia che sta facendo, lo aiuti a redimersi. D’Errico, che già aveva rinunciato all’eredità a favore dei parenti del padre, è stato affidato al Centro di giustizia riparativa di Milano per svolgere il programma, che, se assolto positivamente, potrebbe godere di benefici, quali una condanna ridotta.
Il giovane, come si ricorderà, a fine dicembre 2021 aveva ucciso a martellate il padre, malato di cancro senza speranza di guarigione, per poi trasportare il cadavere in un capannone di Cerro Maggiore e dargli fuoco. E addirittura dalle telecamere di “Chi l’ha visto?” ha lanciato un appello per ritrovarlo per depistare gli inquirenti.
E’ stato anche sottoposto a perizia psichiatrica, in incidente probatorio, che ha stabilito che non è affetto da alcun vizio di mente, ma solo alle prese con una personalità irrisolta. Lui ha giustificato il suo terribile gesto per (presunti) maltrattamenti e abusi sessuali subiti sin dall’infanzia a opera del padre.
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