Dal 12 giugno 2025, tutti i Comuni italiani dovranno adeguarsi al nuovo decreto del Ministero dei Trasporti che regola l’installazione degli autovelox. In mancanza di omologazione, più della metà dei dispositivi potrebbe essere spenta, con conseguenze pesanti sia sul fronte della sicurezza stradale che per le casse comunali.
Autovelox spenti se non adeguati entro il 12 giugno
Il Codacons segnala che solo nelle grandi città sono a rischio oltre 40 milioni di euro di incassi annui derivanti da multe per eccesso di velocità. Anche Legambiente e le associazioni di pedoni e ciclisti criticano il provvedimento, temendo un passo indietro nella prevenzione.
Secondo il nuovo decreto, gli autovelox potranno essere installati solo in aree con elevata incidentalità, dove non sia possibile la contestazione immediata e dove i limiti non siano troppo distanti da quelli generali. Ad esempio, su strade extraurbane principali con limite di 110 km/h, i dispositivi saranno ammessi solo se il limite non scende sotto i 90 km/h. In città, invece, non si potranno usare per sanzionare limiti inferiori ai 50 km/h se non con contestazione immediata. Prevista anche una distanza minima di un chilometro tra il cartello del limite e il dispositivo.
Allarme associazioni consumatori, rischio di irregolarità degli Autovelox
Il ministro Salvini ha chiesto all’Anci un censimento dettagliato degli autovelox. Secondo l’associazione dei Comuni, il 59,4% dei dispositivi fissi è stato validato prima del 2017, anno spartiacque per l’omologazione, mentre per i mobili la percentuale sale al 67,2%.
L’assenza di una norma chiara sull’omologazione rischia di lasciare senza controlli stradali molte aree turistiche. Nel Salento, ad esempio, solo quattro comuni hanno incassato oltre 8,7 milioni di euro nel 2023. Sulle Dolomiti, il piccolo comune di Colle Santa Lucia ha raccolto oltre 1,2 milioni in tre anni grazie a un solo autovelox.
“Dal 12 giugno sarà obbligatorio rispettare le nuove distanze, i vincoli tecnici e ottenere il via libera del Prefetto. In mancanza di questi requisiti, i dispositivi dovranno essere spenti, con gravi conseguenze per la sicurezza e i bilanci locali”, avverte Assoutenti.
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