Giorni fa ha suscitato scalpore la notizia che la nota marca di moda “Loro Piana” faceva realizzare costosissime giacche da due opifici cinesi, uno a Senago e l’altro a Baranzate.
Era un sub-sub appalto di cui forse il management di Loro Piana non sapeva le condizioni di sfruttamento e quasi schiavitù degli operai, ma sarebbe stato suo dovere controllare.
Ciò che tutti hanno scritto è che Loro Piana pagava circa 100 euro giacche che poi rivendeva dai 1000 ai 3000 euro. Ciò che quasi nessuno ha scritto è che i 100 euro erano il costo della lavorazione, ma il materiale (spesso cashmere purissimo) non era incluso ovviamente in quei 100 euro.
Il punto che mi incuriosisce però, al di là del grave aspetto lavorativo, è un altro: come erano cucite quelle giacche? Io non ho mai potuto permettermi una giacca di Loro Piana, però mi piacerebbe avere tra le mani uno di quei capi d’abbigliamento fatti cucire dai cinesi anziché dalle sartine di una volta.
Non per indossarlo, ma per farlo vedere a mia suocera, che è una sarta e che ogni volta che guarda un capo non osserva la marca bensì come è fatto l’orlo, la frequenza dei punti, come sono allineate le cuciture, il materiale dei bottoni, la consistenza del tessuto e altri dettagli per capire se un capo è davvero fatto bene e merita il prezzo che ha. Perchè noi purtroppo abbiamo perso questa conoscenza: guardiamo la marca e acquistiamo. A volte anche porcherie che paghiamo a peso d’oro.
Piero Uboldi
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